Archive for luglio, 2008

Prendimi, di nuovo.

giovedì, luglio 31st, 2008

Prendimi ancora l’anima,
sconvolgila,
sorprendila,
trasformala.
Fammi ancora perdere
il fiato,
la ragione,
portami a riscoprire
luoghi dimenticati
e a conoscerne
altri solo sognati.
Stravolgimi,
ogni istante, ogni momento,
perche’ finche’ avro’ fiato,
io te lo chiedero’
di nuovo.

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La Banca della Memoria. I racconti dei nonni.

giovedì, luglio 31st, 2008

La Banca della Memoria è un progetto “no profit” dedicato alla raccolta delle esperienze e dei racconti di vita delle persone nate prima del 1940, sotto forma di “racconti” di 10 minuti.

“Molti di noi probabilmente ricordano con piacere se stessi da bambini, accoccolati sulle gambe di un nonno, assorti, attenti a non perdere una parola delle storie che ci venivano raccontate. Queste, col passare degli anni, vengono comprese e ricordate come esperienze di vita vera, vissuta.
Venivano raccontate per insegnare quello che l’esperienza aveva portato ad imparare, perché fossero di esempio o per mantenere la memoria di vite vissute secondo usanze e valori di un’altra epoca. Per molti di noi l’importanza di queste esperienze si è svelata ed è cresciuta man mano che si diventava “grandi”, quando abbiamo incominciato a capirne il vero valore. Capita allora di ritrovarsi alla ricerca, di inseguire quello che i “nostri vecchi” saprebbero raccontarci.

Prima che scompaia.

Quando questo succede, quando si ha la fortuna di riuscire a trovare il tempo fra i mille impegni della vita quotidiana per sedersi ad ascoltare, si scopre un mondo estremamente affascinante.

Vorremmo con questo progetto riuscire a portare un po’ di questa magia a chiunque abbia dieci minuti di tempo da dedicare.

Il video è il mezzo scelto: è quello che a nostro avviso “media” il meno possibile quello che deve essere un messaggio “puro”. La voce, i volti, le espressioni fanno parte imprescindibile di una persona e dei suoi racconti.

Non ultimo, Internet è intrisecamente il media dei giovani, ovvero di coloro che più di tutti devono diventare i destinatari della memoria e i custodi dell’esperienza.”

http://www.bancadellamemoria.it/

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Corsi e ricorsi

martedì, luglio 29th, 2008

Gli uomini non cambiano… diceva una canzone.
Ma anche le donne mica scherzano.
Direi che forse nessuna persona cambia… e il tempo su qualcuno mi ha dato ragione…

Ci sono persone che considerano le altre come gli strappi dell’asciugatutto in cucina… o i fazzoletti di carta o la carta igenica.

Son comodi, utili… ma finiscono presto la loro funzione e allora? Beh allora si usano, finche’ si puo’ usarli, magari cercando se c’e’ ancora qualche angolino buono..o pulito e poi si buttano nel sacco nero, dicendo che non sono mai state “utili” e che da sempre non andavano bene.

Auguro a queste persone di ritrovari in un bellissimo bagno, con le finiture d’oro, i marmi di carrara, oli e incensi, specchi e gioielli, giochi di luce e sfarzo. Uno di quei bagni da sogno, magari di qualche hotel arabo o di qualche sceicco, presente? Dicevo.. auguro a queste persone di trovarsi in uno di questi bagni… dove e’ quasi un piacere “farla”… e di ritrovarsi con un unico strappo di carta igenica e accorgersene dopo…

Mettelela come volete… ma un po’ le mani dovrete sporcarvele!

Tutto questo per dire che quando solitamente, dopo aver conosciuto, discusso, parlato, litigato con qualcuno, mi rendo conto che vale meno di un centesimo bucato e falso… e’ difficile che mi sbagli. Persone che poi, magari, fanno anche “finta” di voler riprendere i contatti, di “non portare rancore” e invece c’e’ sempre un doppio fine:”Gli amici sono amici se fanno quello che dico io, altrimenti non vanno bene” Questo e’ il loro motto anche se non lo ammetteranno mai.
E invece l’amico e’ quello che ti sbatte in faccia quello che sei, che ti dice quello che pensa SEMPRE, che tiene alle tue cose come alle prorpie… solo che spesso non viene compreso e viene scambiato come quello che “vuole fare le scarpe”… che “insinua” e che “vuole distruzione”.

I simili si circondano di propri simili… c’e’ chi la chiama selezione naturale, chi invece sa distinguere i posti dove “potere stare”, “poter sopravvivere” o “dover evitare”.

Un consiglio.. prima di dare la mano ad una persona guardate se e’ appena uscita dal bagno e… controllatele sotto le unghie, non si sa mai…

P.s. se qualcuno dovesse sentirsi coinvolto e volesse sapere se secondo me fa parte di questa categoria di persone… non deve fare altro che chiedermelo. Ma son sicuro che chi mi chiedera’ spiegazioni sara’ chi, con le persone sopra, non c’entra nulla…

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Treno in corsa

lunedì, luglio 28th, 2008

Corre questo treno, corre veloce nella notte. Ci son salito neonato e non mi son mai fermato.
Tutto il mondo passa dai finestrini, lo vedo, lo sfioro, ma non lo sento!.
Ah, come vorrei a volte tirare il freno d’emergenza e aprire le porte, fermarmi, lasciarlo andare al suo destino, al MIO destino.
Corre questo treno, carico di persone che come me si incontrano, si conoscono, si amano, si ignorano, si “vivono”.
Ho messo un cartello al mio petto: “FERMI TUTTI, VOGLIO SCENDERE”, ma la gente leggendolo ride, pensa ad un gioco, ad uno scherzo.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine …Muore lentamente chi evita una passione…Lentamente muore chi non capovolge il tavolo…Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo” (P. Neruda)
E come faccio a non morire su questo treno che conduce alla morte? Non ho spazio, non ho “aria”. Eppure “sto bene” tutto e’ tranquillo, tutto e’ “normale”.
Forse non son normale io, a cercare sempre di piu’, a voler vedere oltre, a lanciarmi e trattenermi… E un’altra stazione si avvicina, un altro traguardo, un’altra tacca segnata alla vita.

Penso, mi domando, mi interrogo e mi sento sempre piu’ vuoto nella mia pienezza e pieno nella mia carenza.
Sorrido, continuo a sorridere, non si notano “crepe” anche se l’intonaco ogni tanto cede.
Sorrido, continuo a sorridere per chi e a chi mi sta accanto. Non posso e non voglio cedere.

Giro il mio cartello, lo metto alle spalle e non sul petto, non lo vedo piu’ ma so che resta ed e’ parte di me.

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Premio Letterario

venerdì, luglio 25th, 2008

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER LA
9a Edizione del Premio Letterario del Centro Culturale Antonianum

Il termine di scadenza è fissato al 31 ottobre 2008. Le opere dovranno pervenire al Centro Culturale Antonianum, 20120 Milano casella postale N°12079, oppure potranno essere consegnate a mano presso la biblioteca del CCA in corso XXII Marzo 59, Milano durante gli orari di apertura.

Premio letterario di poeisa e narrativa.
Per la sezione Poesia, ogni concorrente deve inviare da tre a cinque
composizioni inedite, ciascuna non superiore a 40 versi, in otto copie
di cui una sola dovrà riportare nome, cognome, indirizzo e recapito
telefonico dell’autore.
Per la sezione Narrativa,ogni concorrente deve inviare un breve racconto
inedito di vario genere per un massimo di 25.000 battute,compresi
gli spazi, in otto copie di cui una sola dovrà riportare nome,
cognome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore.

dettagli ed il regolamento per l’adesione

info prese direttamente dal sito www.centroculturaleantonianum.it

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Polaroid da una stazione

mercoledì, luglio 23rd, 2008

Seduto sui gradini della stazione segnava su un quaderno tutti gli arrivi e le partenze, i ritardi e le coincidenze.

Non gli sfuggiva niente pero’, ogni minimo particolare, ogni colore, ogni espressione.

Solitamnente calmo in mezzo a quella confuzione osservava centinaia di uomini formica muoversi per andare chissa’ dove.

L’autoparlante annuncia meccanicamente i numeri dei treni.
Vite si sfiorano, sguardi si incontrano, anime si avvicinano ad altre anime, a volte si incastrano l’una dentro l’altra dilatandosi per poi staccarsi.
E’ un gioco, e’ la vita… pochi incontri decisivi, molti scontri, a volte anche irritanti.

Seduto su  gradini della stazione scriveva.

Cadde un foglio, lo raccolsi.
Istantanee di vita:
- Donna col maglione rosso. Sola. Cerca l’amore.
- Uomo d’affari, indaffarato, non sa che sta perdendo la vita.
- Nonno coi nipotini, un viaggio a raccontare sogni passati.
- Signora corre a casa, l’aspetta il marito affamato.
- Ragazza, corre. Deve fare la spesa al discount.
- Uomo, occhi tristi. Non piange ma sta morendo dentro.

Righe piene di “polaroid”… vere o fasulle… colti attimi di anime perse.

Seduto sui gradini della stazione segnava su un quaderno tutti gli arrivi e le partenze, i ritardi e le coincidenze, ma che cercava?

La risposta la trovai nei suoi occhi: cercava lo sguardo din un volto perduto nel tempo che gli indicasse il treno per casa.

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Tabellone AP

mercoledì, luglio 23rd, 2008

Seduto
alla stazione della vita,
osservo il tabellone,
degli arrivi e partenze.
Anime sfiorano anime,
vite incrociano vite.
Ricerco quello sguardo
ormai perduto
per sentirmi
a casa.

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Vuoto a perdere

martedì, luglio 22nd, 2008

Solo ora che
m’illumina il sole,
t’accorgi che sono
come non mi vuoi.
Marinaio senza barca,
pittore senza tela,
articolo scontato
al discount della vita.
Pozzo senza fine
di sgangherate conclusioni,
marchio registrato
d’un prodotto scaduto.
Fermo a bordo strada,
finito di bere,
porto incisa sull’anima la mia condanna:
vuoto a perdere.

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Il suono della vita

sabato, luglio 19th, 2008
Un suono, i tasti di un piano.

Ricordi, sensazioni, emozioni…
Rivivere il passato, pensando al futuro.
Gli affetti più cari, che ti accompagnano nella vita, glia amici, il ricordo di essere bambini.
E poi ritrovarsi… ritrovare i tuoi occhi nel futuro del tuo futuro….
Il suono della vita, tra malinconia e speranza, ricordi e sorrisi.
Il suono della vita, sulle nostre dita, passando tra tasti bianchi e neri…

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Il mare dentro

giovedì, luglio 17th, 2008

ald man seaCome ogni giorno era li, coi suoi capelli bianchi, il suo bastone e la sua valigia di ricordi.
Il vecchio era seduto sulla solita panchina di villa Borghese e ascoltava il mare.

Si si, lo so che non c’e’ il mare a Roma, ma quel vecchio sapeva sentire il mare dentro di se.

Lui, nato nella terra dei trulli, dove il rumore del mare era la colonna sonora della vita, aveva capito come sentire il mare.
L’aveva imparato da bambino, nel secolo scorso, quando “per gioco” (o almeno cosi’ pensava) gli avevno scritto quei numeri sul braccio lassu’ in Germania.
Cadeva la cenere come fosse neve, ma non riusciva a giocarci.
Quanti amici, parenti, semplici conoscenti ha visto partire … senza tornare e sentiva il mare. E poi il ritorno a casa, solo col fratello piu’ piccolo, un’avventura, un’odissea e ancora sentiva il mare… L’arrivo a Roma, l’aiuto di qualche persona “buona”, aveva imparato un mestiere, garzone in fabbrica e in quel frastuono ancora il mare…Si era sposato con “una brava figliola” che gli aveva dato 5 figli, prima di lasciarlo solo… a sentire il mare.
Ah quanti ricordi… e quanto mare.
Ogni volta che perdeva le forze, le speranze, guardava dentro di se, in profondo e riscopriva il dolce suono delle onde, a volte il mare era anche agitato, si infrangeva sugli scogli dell’anima, ma quel vecchio lo conosceva bene quel suo mare che sapeva calmarlo, anche e soprattutto nei momenti di maggior burrasca.

Rimaneva seduto per ore, con lo sguardo rivolto all’infinito, ogni tanto si accarezzava il braccio, la fede che ancora portava all’anulare, la fronte ricca di rughe.
Qualche volta sospirava, ad avvicinarlo si potevano scorgere i suoi pensieri.
Si fidava quel vecchio, ancora si fidava di chi gli sorrideva…. si e’ fidato anche di me,
raccontandomi della sua vita e insegnandomi ad ascoltare la mia anima come conchiglia e a trovare serenita’ nelle mie onde.

Il vecchio era seduto sulla solita panchina di villa Borghese anche quel giorno, quel pomeriggio, mi avvicinai e mi saluto’ stringendomi le mani, sorridendo al mio sorriso e ricordandomi di ascoltare il mare; lui, mi disse, sarebbe partito per un lungo viaggio, aveva incontrato qualche giorno prima una bellissima signora di nero vestita e mi disse che quella sera lei l’avrebbe portato al mare.Fu l’ultima volta che lo vidi, ora lo cerco tra le mie onde.

 Immagine trovata sul sito http://www.stefanoframbi.com

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