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Treno in corsa

Corre questo treno, corre veloce nella notte. Ci son salito neonato e non mi son mai fermato.
Tutto il mondo passa dai finestrini, lo vedo, lo sfioro, ma non lo sento!.
Ah, come vorrei a volte tirare il freno d’emergenza e aprire le porte, fermarmi, lasciarlo andare al suo destino, al MIO destino.
Corre questo treno, carico di persone che come me si incontrano, si conoscono, si amano, si ignorano, si “vivono”.
Ho messo un cartello al mio petto: “FERMI TUTTI, VOGLIO SCENDERE”, ma la gente leggendolo ride, pensa ad un gioco, ad uno scherzo.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine …Muore lentamente chi evita una passione…Lentamente muore chi non capovolge il tavolo…Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo” (P. Neruda)
E come faccio a non morire su questo treno che conduce alla morte? Non ho spazio, non ho “aria”. Eppure “sto bene” tutto e’ tranquillo, tutto e’ “normale”.
Forse non son normale io, a cercare sempre di piu’, a voler vedere oltre, a lanciarmi e trattenermi… E un’altra stazione si avvicina, un altro traguardo, un’altra tacca segnata alla vita.

Penso, mi domando, mi interrogo e mi sento sempre piu’ vuoto nella mia pienezza e pieno nella mia carenza.
Sorrido, continuo a sorridere, non si notano “crepe” anche se l’intonaco ogni tanto cede.
Sorrido, continuo a sorridere per chi e a chi mi sta accanto. Non posso e non voglio cedere.

Giro il mio cartello, lo metto alle spalle e non sul petto, non lo vedo piu’ ma so che resta ed e’ parte di me.

Published inRiflessioni

Un commento

  1. chao chao

    Sei arrivato in un’altra stazione. Il treno riparte. Non puoi scendere. Puoi solo cercare di rendere piacevole il tuo viaggio.

    Guardare fuori dal finestrino e vedere altri treni, con altre persone , che vanno verso altre direzioni o concentrarsi sui compagni di viaggio….

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