La voce del Lupo.

Passeggio nella notte senza poter ululare alla luna.
Notte di sole stelle a illuminare la via.
Sono un lupo solitario, per scelta, per necessità, per caso…
Penso a me, al mio territorio, alla mia vita, non riesco a stare nel branco.
Nel branco non si stà per scelta ma per convenienza, forse perchè l’unione fa la forza, o dona la forza.
Eppure io non riesco a conformarmi alle regole, forse perchè non le accetto e così il branco non accetta me.
Incrocio nel cammino altri lupi, spesso soli come me, camminiamo a volte assieme, affiancati, uniti…. a volte ci si illude che si possa “fare di più”, fose ci si illude pure di un amore; ma poi inevitabilmente ci si separa, o mi separo…. e torno a camminare solo.
Sono libero, come il mio spirito. Guardo la maestra montagna, pronta ad insegnarti a non fidarti dels entiero facile, a ricordarti che la roccia può franare, che l’acqua del ruscello in piena sradica gli alberi, che non sempre in un temporale il riparo di un albero è sicuro; ma ti insegna anche il sapere aspettare, che devi spargere molti semi per vedere nascere una pianta, che anche sulla roccia più brulla può nascere un fiore, che l’acqua è forza, ma anceh gentilezza, che l’albero insicuro nel temporale ti ripara dal sole.
Son salito in cima alla montagna in questa notte senza luna, a guardare l’orizzonte.
Mi sento parte di questo tutto, di questo niente.
Incurante del cacciatore a valle e del notturno silenzio, prima di iniziare la discesa, ululo alla vita.

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