Fantasmi Metropolitani

Li incontro tutti i giorni, ai soliti posti ai soliti angoli.
Camminano trascinandosi dietro una valigia di sogni perduti, occasioni buttate, coincidenze mancate.
Li ho visti in aeroporto aspettare voli che non partono mai, sdraiati sulle poltroncine per tirare mattina, sulle panchine delle stazioni a guardare il tabellone delle partenze e degli arrivi, vagare sui mezzi pubblici cercando calore, raccogliere cicche di sigarette per fumarsi un po’ di tempo, cercare giornarli per coprirsi e qualche avanzo dai cestini.
Uomini e donne a cui è passata la voglia anche di parlare, raccontarsi.
A volte ti chiedono un caffè o una sigaretta, senza mai guardarti negli occhi, senza mai sentirsi uguali, ma anche loro hanno una dignità, non ti chiedono mai soldi o favori.
Sanno di vivere a margine, sui marciapiedi o semplicemente un’altra vita, a volte cercata e voluta, a volte costretta.
Carrelli pieni di ciò che resta dei loro ricordi o di quello che serve per vivere.
Vivere… Se questo è vivere.
A guardarli mi torna in mente la poesia se questo è un uomo di P. Levi.
Si, sono uomini, persi nei loro pensieri, nelle loro storie.
Amano, sognano, ridono, piangonono.
Ci comunicano quello che sono anche solo tramite i loro occhi, attendendo qualcuno che tenda una mano.
Fantasmi metropolitani, ad accompagnarmi nella notte…

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