Archivio di aprile 2009
Urlo
Inascoltato grido:
gocce di pioggia
nell’oceano.
L’oca presuntuosa
Un’ochetta presuntuosa
tutta fiera e baldanzosa,
girovagando va’ per l’aia
a testa alta e tutta gaia,
raccontando ai quattro venti,
di galline e polli, storielle inesistenti.
Papere, asini e maiali,
assieme a tutti gli animali,
sogghignando a tal parole
vuote e senza alcun valore,
additavano segnalando
il galletto dell’inganno.
Tanto era il gran macello
che non videro dal cancello,
arrivare il contadino
per il giro del mattino.
Solo un gufo molto saggio
non cadde in quel retaggio
e all’oca dispettosa
disse “hai perduto cosa preziosa”.
Subito l’oca preoccupata,
a cercar si mise indaffarata,
mentre il contadin indispettito
col fucile tutt’impettito
nel sedere impallinò
chi tutto quello starnazzo provocò.
Così l’oca poverina,
morta e spennata finì in cucina,
a far da piatto di portata
per la festa comandata.
Tre chiodi
Ho mentito, scordato, disprezzato:
tre volte ti ho inchiodato alla croce.
Ho vissuto di me, sprecato il tempo, ignorato:
tre volte ti ho inchiodato alla croce.
Ho urlato, gridato, insultato
tre volte ti ho inchiodato alla croce.
Mi son dimenticato di te, t’ho rinnegato, tradito:
tre volte ti ho inchiodato alla croce.
Quanti chiodi piantati nel legno,
insanguinandomi le mani,
le vesti,
l’anima.
Sporco e indifeso ho chiesto perdono,
mentre morivi anche per me,
che ancora oggi,
umanamente continuo
ad inchiodarti alla croce.



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