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Archivio di luglio 2009

Il dono del tempo, il tempo del dono

posto la risposta (scusate il gioco di parole) che ho dato a Luca (http://angeliciluca.spaces.live.com/blog/cns!24A8CAE5AFA6089A!4166.entry)
Scritto come al solito di getto, rispondendo "roma per toma", ma sono cosi’… al limite, spareatemi.

 
Se stessi e gli altri. Difficile che i due piatti siano pari sulla bilancia.
O si e’ "egositi" o si e’ "altruisti".
O si pretende o si dona.
Non c’e’ pareggio… ne’ supplementari. Solo un rigore secco, o dentro o fuori.
Chi sbaglia? A primo impatto l’egoista, ma anche quest’ultimo non sbaglia poi de tutto. Perche’ deve essere meno degli altri?
Come controcanto l’altruista non trova mai spazio, tempo per farsi "riconoscere" e per se.
E’ un moto perpetuo, come quel gioco delle palline che si allontanano e avvicinano…dandosi la spinta le une con le altre.
E’ un rincorrere e dare attenzioni. E’ un continuo mettere a fuoco una meta che resta sempre al di la’ della nebbia.
Il dono del tempo…. e il tempo del dono.
Attimo…per un attimo…fermate quelle palline.

 

Grazie per la "riflessione" Luca. …. ho ascoltato il basso ritmo del cuore… e mi son lasciato trasportare.

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A voi brava gente

Grido il mio avvertimento

a voi brava gente,
pronta ad incantarsi
davanti a belle liriche:
non affacciatevi
alla porta
della mia anima.
Diavolo dalle candide ali
io sono,
pronto ad irretirvi
nel mio perverso gioco.
Non aprite quella porta
tra la mia e vostra
esistenza,
sapro’ farvi soffrire,
pentire,
umiliare,
dimenticare chi siete
per essere cio’ che voglio.
Non sbirciate manco dalla serratura,
vedreste il nero pozzo che sono.
Lascitemi solo
a lanciare dadi di parole.
 

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Che ne sarà di noi?

Saremo foglie
concimanti la terra,
o gabbiani liberi in cielo?
Fili intrecciati
della stessa corda,
o parole perdute
nel vento?
Grani immobili
della stessa clessidera,
o sole e luna
nello stesso cielo,
costretti a sfiorarsi
senza mai abbracciarsi?
Tengo le tue mani
tra le mie,
e t’accarezzo il volto,
per un attimo
che ha il sapore d’eterno.
Non so che sarà di noi,
ma so cosa sei stata, sei e sarai
per me:
personale raggio di sole,
illuminante la mia via,
riscaldante l’anima.

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Mi hanno raccontato…

… Si ieri, non importa chi, come, dove e quando, mi hanno raccontato una storiella, breve ma intensa… senza morale, senza "finale" ma con una domanda aperta….
"Camminavo per la strada quando noto un passante. E’ un signore anziano, avra’ superato al settantina… ha un viso sereno, rilassato felice…. ci ritroviamo dal panettiere e quest’ultimo appena visto il vecchietto esclama: "MA CHE VOLTO FELICE". Il vecchietto sorrise, senza dare motivazioni e spiegazioni. Prese il suo pane e torno’ per la sua strada.
Anche io feci lo stesso… ma una volta uscito mi son chiesto da quanto non mi viene detto che ho un volto felice?"

E la domanda me la son posta pure io… da quanto non sono "FELICE" e da quanto non lo faccio vedere?
Cosa c’e’ di meglio di fare vedere la propria felicita’? Riuscire a trasmetterla agli altri? "Farsi notare" proprio per quello?

Non lo so… non mi ricordo…forse ero bambino quando me lo hanno detto, o forse lo vedo ora nelle espressioni di mia figlia…

Perche’ nessuno me lo dice? Forse perche’, amaramente, nonostante tutto, nonostante anche la mia "voglia"….. non sono "felice", di quella felicita’ che ti illumina il viso.

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Consapevole

Non basta piu’
il quieto sopravvivere.
Sguardi assenti
e vuote parole
riempiono
stanze di
pacifiche esistenze.
Tornare a piangere
dal ridere
e ridere
dal piangere,
recuperare 
quella luce negli occhi
che sapevi donarmi.
T’ho persa
per poterti ritrovare;
accetando le mie colpe
e il tuo giudizio,
torno a sognare.

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Immobile

Nel mio silenzio
mille mute parole
che non sentirai.
Incapace a reagire
continuerai
cercando inutili appigli,
rivolgendoti a chi
non potra’ aiutarti
intercedendo.
Non recupereari
il terreno perso
restando immobile
e,
come annunciato,
tutto sara’
inutile ricordo

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Sera d’estate

Riconosco
profumo di sale e limoni.
Scruto il cielo a trovar
la mia stella,
mentre mi inebrio
della tranquillita’
d’un vecchio salice.
Volano pensieri
assieme alla brezza;
m’abbandono
ad un suono lontanto.
S’accendono il faro
e le lucciole:
respiro
col mondo,
rinasco col morir
del sole.

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Io

Ci sono volte che e’ meglio essere nudi che vestirsi di falso perbenismo.
Ed e’ cosi’ che sono oggi. Nudo, per quello che sono, senza paura e senza vergogna.
Troppe parole a volte sono dette e date al vento.
Stanco del sentitio del e dei “forse credo che” allargo le braccia e dico colpitemi, se volete colpirmi, internatemi se volete interarmi oppure fatemi compagnia…
Oggi mi e’ stato detto… “quello sei tu” e chi dovrei essere, un altro? Quello che vogliono “gli altri”?
Ligabue – Sulla mia Stada

C’è chi mi vuole come vuole
un po’ più santo
più criminale
e un po’ più nuovo
un po’ più uguale
mi vuole come vuole
c’è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c’è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l’ha offeso
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c’è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c’è chi mi vuole perfetto
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada

Son diventato “cattivo” ed “egoista” porbabilmente non ho piu’ voglia di “farmi il fegato marcio”… prendere o lasciare, senza rancore..

Tolgo la maschera (03/01/2006)

Ed ora che

consciamente tolgo

la maschera dal

viso,

potrete vedere il

mostro che in realtà

sono.

Io, giocoliere di parole,

cerco solo approvazione, gloria e

fama!

Non fuggite allo

sguardo…

i miei occhi sono

sempre gli stessi,

sono solo le parole

che ora non ammaliano

più

e trafiggono

l’anima.

Ah, stupidi e stolti,

non capite?

Io vi ho usato e

vi sto ancora usando!

Fino a quando?

Finché non toglierò

anche questa maschera

e mi ripresenterò

con il mio vero volto

quello di ieri!
(da Fotografie di Pensieri )

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Gira che ti rigira… nella mia testa…

Son giorni che mi rimbalza in testa questo testo…o meglio un pezzo della canzaone finale dell’album Gira che ti rigira amore bello di Baglioni
“..mi sento troppo solo adesso
perche’ voi non ci siete adesso
che cosa mi e’ successo
alzarmi piu’ non posso no
Dio che ho?
la testa mi fa male
e tutto gira gira gira intorno a me
ma perche’ “Camilla” fuma
che cosa scema!
Ho ancora
tante cose da vedere
tante cose da capire
non c’e’ piu’ tempo per un amore
un libro un fiume un fuoco
un bacio un gioco un fosso no
non c’e’ piu’ tempo per fare a pugni
per un bosco un prato un salto un grido una bugia
non c’e’ piu’ tempo per far benzina
per sudare per sognare per cercare Dio…”

Eppure non sono troppo solo adesso…e ho voglia di muovermi, alzarmi, a volte pure gridare… No, non sto bruciando una macchina e il mio passato….
Forse semplicemente e’ quel grido che mi tiene costantemente alla ricerca di qualcosa… quel grido che mi fa sentire vivo…quelle domande a cui cerco ancora risposta…

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Occhi al cielo

 Occhi bassi
a non incontrare i miei,
per paura, vergogna, timore o timidezza.
Mare senza onde,
cielo senza nuvole.
fiore senza petali,
penna senza inchiostro,
cornice senza quadro
piuma senza ali.
In questa tersa notte
alza la testa riscoprendoti stella,
riprendi il pennello
pitturando la tua vita,
sorprendimi, sorprenditi,
incrociando nuovi e vecchi sguardi,
mutando la paura in coraggio
e la sopravvivenza in vita.

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