Archivio di luglio 2009
Il dono del tempo, il tempo del dono
O si e’ "egositi" o si e’ "altruisti".
O si pretende o si dona.
Non c’e’ pareggio… ne’ supplementari. Solo un rigore secco, o dentro o fuori.
Chi sbaglia? A primo impatto l’egoista, ma anche quest’ultimo non sbaglia poi de tutto. Perche’ deve essere meno degli altri?
Come controcanto l’altruista non trova mai spazio, tempo per farsi "riconoscere" e per se.
E’ un moto perpetuo, come quel gioco delle palline che si allontanano e avvicinano…dandosi la spinta le une con le altre.
E’ un rincorrere e dare attenzioni. E’ un continuo mettere a fuoco una meta che resta sempre al di la’ della nebbia.
Il dono del tempo…. e il tempo del dono.
Attimo…per un attimo…fermate quelle palline.
Grazie per la "riflessione" Luca. …. ho ascoltato il basso ritmo del cuore… e mi son lasciato trasportare.
offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. GrazieA voi brava gente
Diavolo dalle candide ali
Non aprite quella porta
Che ne sarà di noi?
Saremo foglie
concimanti la terra,
o gabbiani liberi in cielo?
Fili intrecciati
della stessa corda,
o parole perdute
nel vento?
Grani immobili
della stessa clessidera,
o sole e luna
nello stesso cielo,
costretti a sfiorarsi
senza mai abbracciarsi?
Tengo le tue mani
tra le mie,
e t’accarezzo il volto,
per un attimo
che ha il sapore d’eterno.
Non so che sarà di noi,
ma so cosa sei stata, sei e sarai
per me:
personale raggio di sole,
illuminante la mia via,
riscaldante l’anima.
Mi hanno raccontato…
… Si ieri, non importa chi, come, dove e quando, mi hanno raccontato una storiella, breve ma intensa… senza morale, senza "finale" ma con una domanda aperta….
"Camminavo per la strada quando noto un passante. E’ un signore anziano, avra’ superato al settantina… ha un viso sereno, rilassato felice…. ci ritroviamo dal panettiere e quest’ultimo appena visto il vecchietto esclama: "MA CHE VOLTO FELICE". Il vecchietto sorrise, senza dare motivazioni e spiegazioni. Prese il suo pane e torno’ per la sua strada.
Anche io feci lo stesso… ma una volta uscito mi son chiesto da quanto non mi viene detto che ho un volto felice?"
E la domanda me la son posta pure io… da quanto non sono "FELICE" e da quanto non lo faccio vedere?
Cosa c’e’ di meglio di fare vedere la propria felicita’? Riuscire a trasmetterla agli altri? "Farsi notare" proprio per quello?
Non lo so… non mi ricordo…forse ero bambino quando me lo hanno detto, o forse lo vedo ora nelle espressioni di mia figlia…
Perche’ nessuno me lo dice? Forse perche’, amaramente, nonostante tutto, nonostante anche la mia "voglia"….. non sono "felice", di quella felicita’ che ti illumina il viso.
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Non basta piu’
il quieto sopravvivere.
Sguardi assenti
e vuote parole
riempiono
stanze di
pacifiche esistenze.
Tornare a piangere
dal ridere
e ridere
dal piangere,
recuperare
quella luce negli occhi
che sapevi donarmi.
T’ho persa
per poterti ritrovare;
accetando le mie colpe
e il tuo giudizio,
torno a sognare.
Immobile
Nel mio silenzio
mille mute parole
che non sentirai.
Incapace a reagire
continuerai
cercando inutili appigli,
rivolgendoti a chi
non potra’ aiutarti
intercedendo.
Non recupereari
il terreno perso
restando immobile
e,
come annunciato,
tutto sara’
inutile ricordo
Sera d’estate
Riconosco
profumo di sale e limoni.
Scruto il cielo a trovar
la mia stella,
mentre mi inebrio
della tranquillita’
d’un vecchio salice.
Volano pensieri
assieme alla brezza;
m’abbandono
ad un suono lontanto.
S’accendono il faro
e le lucciole:
respiro
col mondo,
rinasco col morir
del sole.
Io
Ed e’ cosi’ che sono oggi. Nudo, per quello che sono, senza paura e senza vergogna.
Troppe parole a volte sono dette e date al vento.
Oggi mi e’ stato detto… “quello sei tu” e chi dovrei essere, un altro? Quello che vogliono “gli altri”?
C’è chi mi vuole come vuole
un po’ più santo
più criminale
e un po’ più nuovo
un po’ più uguale
mi vuole come vuole
c’è chi mi vuole per cliente
chi non mi vuole
mai per niente
e c’è chi vuole le mie scuse
che ciò che sono l’ha offeso
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
c’è chi mi vuole più me stesso
e più profondo, più maledetto
e bravo padre e bravo a letto
c’è chi mi vuole perfetto
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
di un po’: te come ti vogliono?
di un po’ tu come ti vuoi? tu come ti vuoi?
sono vivo abbastanza
sono vivo abbastanza
per di qua
comunque vada
sempre sulla mia strada
Tolgo la maschera (03/01/2006)
Ed ora che
consciamente tolgo
la maschera dal
viso,
potrete vedere il
mostro che in realtà
sono.
Io, giocoliere di parole,
cerco solo approvazione, gloria e
fama!
Non fuggite allo
sguardo…
i miei occhi sono
sempre gli stessi,
sono solo le parole
che ora non ammaliano
più
e trafiggono
l’anima.
Ah, stupidi e stolti,
non capite?
Io vi ho usato e
vi sto ancora usando!
Fino a quando?
Finché non toglierò
anche questa maschera
e mi ripresenterò
con il mio vero volto
quello di ieri!
(da Fotografie di Pensieri )
Gira che ti rigira… nella mia testa…
“..mi sento troppo solo adesso
perche’ voi non ci siete adesso
che cosa mi e’ successo
alzarmi piu’ non posso no
Dio che ho?
la testa mi fa male
e tutto gira gira gira intorno a me
ma perche’ “Camilla” fuma
che cosa scema!
Ho ancora
tante cose da vedere
tante cose da capire
non c’e’ piu’ tempo per un amore
un libro un fiume un fuoco
un bacio un gioco un fosso no
non c’e’ piu’ tempo per fare a pugni
per un bosco un prato un salto un grido una bugia
non c’e’ piu’ tempo per far benzina
per sudare per sognare per cercare Dio…”
Eppure non sono troppo solo adesso…e ho voglia di muovermi, alzarmi, a volte pure gridare… No, non sto bruciando una macchina e il mio passato….
Forse semplicemente e’ quel grido che mi tiene costantemente alla ricerca di qualcosa… quel grido che mi fa sentire vivo…quelle domande a cui cerco ancora risposta…
Occhi al cielo
Occhi bassi
a non incontrare i miei,
per paura, vergogna, timore o timidezza.
Mare senza onde,
cielo senza nuvole.
fiore senza petali,
penna senza inchiostro,
cornice senza quadro
piuma senza ali.
In questa tersa notte
alza la testa riscoprendoti stella,
riprendi il pennello
pitturando la tua vita,
sorprendimi, sorprenditi,
incrociando nuovi e vecchi sguardi,
mutando la paura in coraggio
e la sopravvivenza in vita.



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