Archivio di agosto 2009
Non piu’ io
Non son io quello
Scherzo, beffa,
Se io,
Il mio no
Quando il fiscalismo
si traduce
d’ottusità,
e la parvenza
supera il contenuto
decretando il giusto
attraverso stupide regole,
giunge il tempo
dell’addio.
Non mi adeguo,
vedendo ipocrisia,
non mi inchino
a superiorità nascoste.
Come Bertoldo
saluterò,
uscendo di scena,
mostrando le terga
rattoppate e doloranti.
Orizzonte?
Dove finisce l’orizzonte?
Dove ti porta lo sguardo,
o dove ti porta il pensiero?
Lascia scorrere la mente
verso linee lontane,
dove il limite
è il tuo limite,
dove il sogno
è realtà,
e la realtà
fantasia.
Sposta il tuo sguardo
oltre quel cielo
per riscoprirti
uomo.
Non ho scordato.
Non ho scordato
il tuo sorriso,
il bagliore dei tuoi occhi.
la tua dolcezza e
le tue dolci carezze
all’anima.
Non ho scordato
la tua dolce voce
i tuoi rossori,
la tua timidezza
e le tue lacrime.
T’ho persa
per ritrovarti,
per riperderti
di nuovo,
nella speranza
di poterti ancora
almeno sfiorare,
alla luce
d’un raggio di sole.
Pensiero
Si sofferma il pensiero
sul senso dell’esistere:
un maledetto equilibrio
e non siamo acrobati.
[ ]
Devo prepararmi pure io.
Dopo molte parole sterili, tanti silenzi e alcune voci stonate, allargherò i miei rami al vento, scrollerò la corteccia… e darò ancora linfa a chi resterà attaccato.
Multiforme son io, sempreverde da un lato, quercia dall’altro… in ogni caso continuerò a gettare semi.
Coscienza
Quando ti perdero’ di nuovo
Non riusciva a smetter di pensarci. Le era impossibile. D’altronde Raffaella era cosi’, ha sempre dovuto focalizzare e arrivare al cuore del problema, prima di poter andare avanti.
Erano passati anni ma pensava ancora a lui, cosi’ vicino cosi’ distante. Lui che l’ha delusa, lui che non ha mai saputo aspettarla anche se accettava i suoi silenzi, le sue sparizioni e riapparizioni.
Ora era cambiata e le cose erano cambiate, pero’…. un tarlo continuava a tormentarla.
Raffaella pensava e scriveva pensieri su un foglio di carta, disegnando con le parole un grande punto interrogativo.
Perche’ nonostante tutto ha continuato a pensarlo e a cercarlo? Per la sicurezza che le donava? Per la forza che sapeva trasmetterle? Per quello scintillio che solo lei vedeva nei suoi occhi?
Forse semplicemetne perche’ gli voleva bene, quel bene che puo’ andare oltre il tempo e lo spazio, l’uomo e la donna, quel bene senza condizione, senza se e senza ma, quel bene che si puo’ chiamare amore nel significato piu’ puro del termine.
Pensava tutte queste cose e sul foglio si susseguivano parole, mare e monti, soli e nuvole, punti di domanda e punti esclamativi.
Prima di strappare e gettare il foglio nel fuoco scrisse ancora poche parole, parole che le rimasero marchiate nell’anima:
“T’ho perso e non ancora trovato, eppure son qui a pensare a cosa faro’ nel momento in cui ti perdero’ di nuovo”.



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