Archivio di settembre 2009
Un attimo
Domani
andrò a prendere le sigarette,
non preoccuparti, starò via un attimo,
il tempo di uscire dalla tua vita.
Oggi mi sento “musico leggero”.
Dopo piu’ di 40 anni Stefano D’Orazio (il batterista entrato al posto di Negrini se non sbaglio nel 1971) lascia "l’astronave" dei Pooh.
Nonostante sia d’accordo con molti nel ritenere Stefano d’Orazio il meno dotato almeno di voce dei quattro e tralasciando le molte voci che affermano che non sia lui a suonare e che sia tutta "scena", stasera mi sarebbe piaciuto essere al loro concerto.
Penso sinceramente che sara’ un concoerto ricco di emozioni e carico di quella leggera malinconia che rendera’ il momento magico.
Possa piacere o meno ma penso che almeno una volta nella vita tutti abbiamo cantato Piccola Ketty, Pensiero o Tanta voglia di lei (solo per citare 3 canzoni che conoscono tutti).
Personalmente penso che continueranno a fare qualcosa in studio e molto meno live, magari con qualche "concerto reunion", ma questa e’ una mia personale idea.
Un plauso a Stefano, ci vuol piu’ coraggio a dire basta perche’ ci si sente dia ver gia’ dato tutto che continuare un qualsiasi rapporto portandolo alla sterilita’.
Assurdo comportamento
Bussi alla mia porta
a notte fonda
quando ormai
ho chiuso,
chiedendo attenzione
che non voglio
ne posso dare.
Eppure
dalle tue labbra
non esce saluto
mentre
sotto il sole,
incrociamo il cammino.
Assurdo comportamento!
Ancora una volta
non apriro’
Falso mondo
Voltagabbana
Cammino sull’orlo
Un viaggio
“Ma chi me lo ha fatto fare?”. Era questo il pensiero ricorrente di Delia guardando fuori dal finestrino mentre il treno correva.
Sola, praticamente da sempre, aveva accettato quell’appuntamento al buio.
Si certo, con Michele, conosciuto in un sito di incontri, si erano sentiti e visti tramite la web-cam ma… non si erano mai sfiorati ne’ annusati.
Si era preparata con cura Delia, come non faceva da anni. Era stata giorni a scegliere come vestirsi, dando importanza anche all’intimo che doveva essere intrigante ma comunque rimanere sobrio.
E poi ai vestiti: aveva scartato da subito il tailleur, poi era iniziato il dubbio tra gonna e pantalone, tra camicia e maglioncino.
Alla fine aveva optato per una gonna lunga stile gitana e una camicia bianca molto leggera.
L’intimo era rigorosamente nero con rasi e pizzi, un po’ per farlo notare dalla camicia, un po’ per dare contrasto con la sua pelle color latte. Per concludere trucco, smalto e estetista.
Quante notti passate a pensare a quel momento, quante voglie represse nel letto, docce fredde e carezze ed ora, che quel benedetto treno correva, avrebbe voluto tornare indietro.
Troppi dubbi… troppe aspettative…
Bramava e temeva il contatto, il primo contatto, se non avesse dato la scossa, quella scossa?
Si sentiva maledettamente una ragazzina al primo appuntamento, tesa e timida ma allo stesso tempo vogliosa e eccitata (durante il viaggio più volte si ritrovò a serrare e rilasciare le cosce e a pensare se chiudersi o meno in bagno).
Passavano paesaggi e stazioni e i pensieri continuavano ad alternarsi impazziti come in una danza tribale dove tutto e’ caos in un preciso ordine.
Con solo 10 minuti di ritardo il treno la lasciò straniera sulla banchina in una città che ricordava solo da bambina.
Si diresse verso l’atrio, l’appuntamento era all’edicola.
Incrociò uno sguardo, che sostenne il suo.
Si fermò, le si avvicino.
Nessuna parola, solo un lungo, interminabile bacio che la stordì facendole cedere le ginocchia.
Michele la prese per mano e la condusse alla sua auto. Le chiese semplicemente “Vuoi?” a cui rispose di si con la testa.
Michele mise in moto, direzione una camera per condividere un pomeriggio di passione e d’amore, mentre alla radio un giovane Baglioni cantava burlescamente “la paura e la voglia di essere nudi”.
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Ore 10.40
Non ho nulla da rimproverarmi e sono tranquillo, come si suol dire cammino a testa alta.
Dicevo che vengo contattato e mi dice che oggi alle 13 sarebbe stata dalle mie parti e se potevamo inontrarci cosi’ da consegnarle il mio libro.
Sapete tutti e se non lo sapete lo dico e ridico ora quanto tenga a FdP.
Sapete o potete immaginare cosa voglia dire per me sapere che un’altra copia e’ vissuta e apprezzata, ma gia’ una volta sono stato accusato di "mantenere una amicizia" per poter vendere "2 copie del mio libro", quindi ora…preferisco limitare il mio "volo", ma non cadere nello stesso errore.
M’hanno riferito…
Si perche’ dovete sapere che chi si "lamenta" e’ uno di quei fantasmi che controllano, seguono, giudicano… senza mai esporsi, una di quelle persone che: "Non me ne frega piu’ nulla, non ne voglio sapere, pero’…." pero’ mi tirano sempre in ballo.
E allora dovrei farne una collezione di quegli anelli e non solo.
Mi consolero’ con una fetta di torta…. ne vuoi anche tu? (Si..sempre tu che leggi… in anonimato)
Cesare Cremonini
per me si va soltanto se sei stato buono
sono il pagliaccio e tu il bambino
nel circo ho tutto
e vivo solo di quel che sono
la sera quando mi sciolgo il trucco
riscopro che sono un pagliaccio anche sotto
Ma infondo io sto bene qua
tra le mie facce e la mia falsità
ma infondo io sto bene qua
trovando in quel che sono
Un po’ di libertà
Oh no! Non ridere perché
lo sai meglio di me
che non ho più voglia per risponderti
perché sei
sei come me
Sono la sfera di un indovino
nei miei disegni è scritto e vedo il tuo futuro
sono il pagliaccio e tu il bambino
farò pagare caro ad ogni uomo il suo sorriso
la sera quando mi sciolgo il trucco
riscopro che sono un pagliaccio anche sotto
e sullo specchio del camerino
mi faccio della stessa droga per cui vivo,
la vanità
ma infondo io sto bene qua
tra le reti del mio circo che non va ma infondo io sto bene qua
trovando in quel che sono
un po’ di libertà
Oh No! Non ridere perché
lo sai meglio di me
che non ho più voglia per risponderti
perché sei,
sei come me
Tango
Passo di danza,
scivolato e calmo.
Occhi negli occhi,
intreccio di gambe,
di corpi.
Amplesso su note sincopate:
“pensiero triste che si balla”.
Pochi minuti:
una storia d’amore
e non e’ solo
una rosa tra le labbra.
Tra le righe
Non sarò io a cercarti
Mi ritroverai,
quando non avrai paure.
Nessuna promessa,
nessun impegno,
nessuna parola
senza motivo;
mattoni crudi
e malta di fango,
fondamenta
d’un rapporto
mai iniziato
e infinito.
Se mi cercherai
sarò
sull’erba umida,
guardando le stelle.



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