Archivio di ottobre 2009
santi moderni
Non vi son più santi
in paradiso,
son tutti in terra.
Uomini perfetti
giudicano e sentenziano
in un’ anticipata apocalisse,
trasmessa a reti unificate.
Doni, talenti e capacità
quali segni distintivi.
Finchè l’argentea scure
oscurerà il cielo e,
come boomerang,
colpirà chi il male
ha vomitato
in orecchie pronte a cibarsi
d’inutili parole,
lasciando ai corvi
un succulento banchetto
Il viaggio continua
Ho letto
nei tuoi occhi chiusi,
percependo
la tua anima.
Ho capito
prim’ancora di te,
cio’ che dovevi dirmi.
Ho sorriso e allargato
le braccia,
per donarti ancora la mia spalla.
Ti tengo stretta,
accarezzandoti i capelli,
sapendo che,
il viaggio continua.
Stamani
Mi sono accorto,
semplicemente,
di essere vivo.
Me ne vado
Pensavo d’esser
tra signori
e vedo solo
umili quaqqaraqquà
muoversi in fila
verso una direzione
tracciata d’altri.
Alzo il cappello,
m’inchino
e me ne vado,
dove la mente
è ancora libera,
e la bocca pulita.
Libero
Io,
il mare,
la mia vela.
Il sole,
il volo di un gabbiano:
sono libero.
08/87
Ritrovarsi
Praticamente nuda s’accarezzava le spalle per donarsi un po’ di calore.
Era stanca Raffaella, stanca di una ipocrisia fatta di parole vuote, pettegolezzi, invidia, violenza e poca chiarezza.
Continuava a chiedersi quale fosse la sua colpa, ma non la trovava, aveva sempre cercato di essere coerente con se stessa, difendendo persone e valori a lei cari.
Che aveva fatto di tanto male per meritarsi disprezzo e odio di chi fino a poco prima la reputava amica e confidente?
Si mise a canticchiare un pezzo del Barbiere di Siviglia… e si abbraccio’ forte.
Confuse le sue lacrime con la pioggia…fino a tirare un profondo sospiro.
S’accorse che lei si merivata di volersi bene e che in fondo era inutile stare male per chi preferiva gettare fango addosso piuttosto che tendere una mano.
Praticamente nuda s’accarezzava le spalle per donarsi un po’ di calore.
La tua invidia
Perirai
di quel male oscuro
che semini
a piene mani
in campi gia’
concimati
d’asini sapienti.
Nessuna musica
in una dissonanza
d’intenti.
Sfodera la spada
e affronta il duello:
non ho paura
d’affrettare
la tua fine.
Volo controvento
Non crescero’
per scender ad un livello
che non sento mio.
Prendo il volo,
controvento,
seguendo la scia dell’estate
che mi porta lontano
da un luogo
non luogo
che non ho compreso,
che non mi ha compreso.
Parole senz’anima abbondano,
portandomi all’indigestione:
rinuncio ad esser complice
d’un infantile gioco.



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