Archive for dicembre, 2009

Lancio e bilancio

giovedì, dicembre 31st, 2009

Lancio i dadi
in uno strambo
bilancio
d’un anno
ormai al termine.
Passo la linea del non ritorno:
due facce uguali,
come i mesi passati,
decretano la sconfitta
di buoni propositi
espressi ma mai in fondo
voluti.
M’alzo dal tavolo
alleggerito da un peso
che presto mi riprenderò
al rintocco
annunciante l’alba
d’una nuova
decade.

Be the first to like.

offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. Grazie

Fantasmi

martedì, dicembre 29th, 2009

Tornano
come ectoplasmi
o giovani e vecchi
ricordi.
Ricalcando orme,
scovando e
cercando
d’allontanarti
da cio’ che pensano
esser loro.
C’e’ chi li cerca,
chi crede in loro,
chi e’ pronto a giurare
d’aver visto una luce,
o una lucciola.
Ed io?
Io, immodestamente,
non credo
ai fantasmi.

Be the first to like.

offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. Grazie

Evitarsi

mercoledì, dicembre 16th, 2009

Facce contro
diversi muri,
per non incontrar gli sguardi:
ignorati i segnali,
inutili i messaggi.
Orgoglio o pregiudizio,
incomprensibile incomprensione,
assenza di voglia
di quel necessario chiarimento,
mentre un muro di ghiaccio
separa anime
fino a poco fa
amiche.

Be the first to like.

offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. Grazie

Nuvole Barocche e Damiano

giovedì, dicembre 10th, 2009

Birre vino, tavolini e fumo di sigarette.
Fuori dal Teatro Ringhiera un cartellone con la programmazione.
Persone raggruppate in nuvole discorrono sull’evento della serata che per molti non e’ “Nuvole Barocche” ma il post rappresentazione:  Damiano fara’ un mini concerto omaggio a De Andre’.
“Damiano?, quel Damiano?”
Si, quel Damiano, quello di XFactor… quello “della Mori”, quello che ha fatto uscire un disco con un suo pezzo inedito:  Anima.
Per Damiano e’ un ritorno al passato: quel teatro e’ a due passi dalla casa dove e’ vissuto, nel quartire che l’ha visto bambino,  su quel teatro ha fatto alle medie il suo saggio di musica.
Improvvisamente come per un colpo di vento le nuvole si spostano e si assembrano.
Foto, parole, abbracci, baci, autografi:  e’ arrivato, semplice, spettinato, quasi assente: non e’ cambiato.
Passano i minuti e molti sono a chiedersi che senso ha dover vedere uno spettacolo prima di poterlo sentire, alcuni pensano di tornare piu’ tardi, poi si aprono le porte, si prende posto.

“Nuvole Barocche” 
drammaturgia e regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti
e Luca Stano, con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti,
Luca Stano, Elisa Marinoni.

“1979: l’estate dei grandi sequestri. In scena sono Nico l’anarchico, Beppe l’alcolizzato, Pier l’emarginato, tre teppistelli sbandati e balordi, in cerca del colpo che cambia la vita. Nel chiuso di uno squallido scantinato di una qualsiasi periferia metropolitana, progettano il rapimento di un bambino, puntando lì le carte sbagliate di un possibile riscatto, ma finiscono solo per implodere in un feroce gioco al massacro a tre e per azzerare ogni orizzonte di futuro. La disillusione, il rapporto con la loro infanzia, l’amicizia ormai tramutata in qualcos’altro e la perdita della loro innocenza, sono temi che dominano i dialoghi. Quasi un noir, sullo sfondo storico dei violenti anni ’70, poco prima dei rampanti e ottusi anni ’80. E sull’eco allusiva del sequestro vero, nel 1979, di Dori Ghezzi e Fabrizio De André, indimenticabile musicista-poeta, autore dell’album omonimo da cui è ripreso il titolo dello spettacolo. E come le nuvole gonfie minacciano di squarciarsi in pioggia, così esplodono le anime di Nico, Beppe e Pier, perdenti nella vita e perduti dentro di sé.“   (dal sito della compagnia http://www.carrozzeriaorfeo.it/)

Intenso, linearmente complicato, ironico, drammatico, dai tempi perfetti.
La Figura di De Andre’ che rieccheggia senza invadere, personaggi (a detta degli autori stessi) che si rifanno alla “poetica” del maestro:  l’anarchico, il malato, l’emarginato, la puttana.
Un monologo centrale sulla notte carico di significato e bellezza, dove non vi e’ solo voce ma anche corpo e anima.
Fino ad arrivare all’epilogo dove, come ha detto sorridente Dori Ghezzi, che era presente allo spettacolo, “ascoltare De Andre’ non fa bene”.
Pubblico senza parole e senza fiato, bella e inattesa sorpresa di un teatro ancora vivo, intenso e “nuovo”, nonostante tutte le difficolta’.

Pausa.

Le nuvole si ritrovano ancora fuori a parlare, bere, discutere.
Si conoscono o riconoscono persone, volti amici e volti magari visti dietro uno schermo.
Fumo, cellulari. Una visita alla mostra di disegni ispirati all’opera.
Si riaprono le porte, gli interpreti e la Ghezzi commentano lo spettacolo, dando luce ad aspetti magari trascurati: gli anni 70, gli anni 80, le decisioni e le indecisioni, le certezze,  le illusioni, la paura, la speranza, la forza di sorridere di drammi anche personali.
Pensieri sul sequestratore che diviene sequestrato… solitudine e disillusioni.

Si spengono le luci, il teatro e’ un po’ piu’ pieno. Un faro, un uomo, una chitarra: emozioni sulle note di del Poeta: Amore che vieni amore che vai.
Poi, l’entrata dei musicisti de  “la Nuova Orchestra “da camera” della Città Vecchia (Diego Maggi - pianoforte e tastiere, Claudia Zannoni – gia’ voce dei ”Monopoliodistato” – basso e voce  e percussioni-  e Frank Ferrara – fiati e voce) si aggiunge atmosfera all’atmosfera.
Tutti assieme  accompagnano la calda voce di Damiano in Geordie, La canzone dell’amor perduto, Crueza de Ma, Rimini… intervallate da poche parole e qualche “cazzata”, testi da leggere e fogli che cadono.

Fine? Si, Fine.

Ma il pubblico chiama ancora e ancora ritorna un uomo con la sua chitarra e la sua voce:  Se ti tagliassero a pezzetti e, su richiesta quasi esplicita della signora Ghezzi, Damiano ci regala un suo inedito “Non quello che passa alle radio adesso…non facciamo promozione, un altro pezzo scritto da me, di cui, dopo vorrei un parere privato di Dori“: Fai da te.

Ma non e’ finita, mentre si smonta l’attrezzatura Damiano e’ ancora in mezzo alla gente, la sua gente. Altri autografi, saluti, foto, pupazzi regalati, pacche sulle spalla, in bocca al lupo… finche’ le nubi si sperdono in una notte di dicembre, anime calde in una fredda serata.

Be the first to like.

offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. Grazie

Incendio

giovedì, dicembre 3rd, 2009

Di colpo
un raggio di sole
brucia le foglie
ancora appese ai rami.
S’accende d’incanto
un incendio di colori:
attimi,
prima che il grigio
ripennelli
l’autunno

Be the first to like.

offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. Grazie

Dietro ai vetri

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

Occhi ovattati da nebbia
osservano oltre il grigio.
Rumori indistinti
protetti da spessi vetri
raccontano freneticamente
una vita che non m’appartiene.
Rastrello il mio giardino,
perdendomi nelle sue righe:
esistenze
linearmente complicate

Be the first to like.

offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. Grazie