Archive for febbraio, 2010

“Vedi” le mie poesie

giovedì, febbraio 25th, 2010

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Avatar.

venerdì, febbraio 12th, 2010


Official Avatar Movie

Finalmente ieri sera son riuscito a vedere Avatar, il film in 3d ed ora vorrei fare le mie considerazioni.
Premesso che vorrei rivederlo (sempre in 3d) per poter essere meno attento alla “storia” e magari gustarmi particolari che mi son sfuggiti, devo dire che il lavoro tecnicamente e’ davvero ben fatto.
La trama invece e alcune trovate sanno di “gia’” sentito.
I robot mi ricordavano quelli di Matrix, cosi’ come Pangea mi ricorda un libro di Asimov e l’happy ending sembra quello delle favole.
Ma non e’ questo che mi ha colpito.
Ci sono due cose fondamentali che secondo me valgono la pena di essere riprese.
Il  “contatto”  uomo/natura che nel film e’ ben esemplificato dall’intrecciarsi di “fibre” con gli animali e le piante e il “vedere” l’altro.
L’uomo  e’ a contatto con la natura, con la “madre terra” e l’uomo puo’ disporre della natura, usarla, “comandarla” ma sempre rispettandola.
C’e’ questo contatto e va mantenuto, ad ogni costo. Contatto e Rispetto.
L’uomo e’ anche circondato da suoi simili, noi siamo abituati a guardare gli altri uomini ma non a vederli.
Non li vediamo perche’ “non simili a noi”, o perche’ “estranei” alla nostra societa’. Pero’ a volte ci possiamo “accorgegerei” della presenza di qualcun’altro “uguale” a noi e “vederlo”.
“IO TI VEDO” e’ la frase che usano.
Ti vedo come persona, come uguale ma diverso da me.
TI VEDO perche’ TI CONOSCO e TI RICONOSCO.
TI VEDO perche’ in te mi RIVEDO.
No, non ti guardo ne’ osservo piu’… ma TI VEDO.

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Book on Demand (Bod) e Print on Demand (Pod). Perche’ no?

lunedì, febbraio 8th, 2010

Sono consapevole che con questo mio intervento mi attirero’ le ire dei “puristi” della pubblicazione anche se spero, una volta letto il post, possano almeno storcere un po’ meno il naso se non prorpio darmi ragione.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, vediamo di definire cos’e’ il Book On Demand (BOD) e il Print On Demand (POD).

La prima e sostanziale differenza tra il BOD e il POD e’ nella definizione di “libro” stesso. Il BOD stampa un libro a tutti gli effetti con catalogato e inserito nel registro dei libri (codice ISBN che e’ quel codice numerico usato internazionalmente per la classificazione dei libri. È definito da uno standard ISO, derivato dallo standard SBN inglese del 1967.Ogni codice ISBN identifica un’edizione di un libro – escluse le semplici ristampe), mentre il POD stampa si un libro ma senza codice ISBM, quindi (passatemi il termine) molto piu’ a livello Amatoriale. Altra distinzione da fare (specialmente all’interno del BOD, ma non solo) e’ tra operatori/case editrici che richiedono la stampa di un certo numero di copie (quindi con un investimento economico iniziale da parte degli autori) e operatori/case editrici che non richiedono un numero prestabilito di stampe quindi senza chiedere alcun contributo all’autore (in questo caso pero’ spesso vi sono contratti che legano l’autore per la distribuzione/stampa del libro stesso per un periodo di tempo).

Come dicevo prima i “puristi” non amano il BOD, perche’ con questo metodo chiunque puo’ stampare qualsiasi cosa, bella o brutta, interessante o meno, colta o no… insomma, spesso viene detto che col BOD stampano “cani e porci”. Ebbene, mi chiedo… che c’e’ di male? Se una persona ha un sogno, se una persona riesce in un proprio intento, perche’ negarglielo? Il problema e’ se l’autore crede che la sua opera possa essere il nuovo Best Sellers e se lui stesso si crede il novello Tolkinen o Dan Brawn, il nuovo Ungaretti, Quasimodo, Manzoni o Dante.
Putroppo al giorno d’oggi editori che puntino su autori esordienti, senza spinte e solo come “scommessa” ce ne sono sempre meno o magari lo fanno per “nicchie” e “generi” particolari. Spesso poi molto dipende dal “gusto” di chi recensisce il lavoro, non dimentichiamoci che comunque un editore tende a guadagnare da cio’ che pubblica e se non prevede un “ritorno” difficilmente si trasformera’ in mecenate. (per una lista di editori NON a pagamento e NON BOD potete fare riferimento al sito http://www.writersdream.org/)

Personalmente penso che la verita’ stia nel mezzo e’ vero che spesso chi vuole “essere stampato” ha la presunzione di aver scritto un’opera d’arte ma e’ altrettanto vero che chi “stampa” vuole farlo solo “sul sicuro”.

Tornando al discorso originario dicevo, che c’e’ di male a realizzare un sogno? Penso nessuno, l’importante e’ avere quella giusta dose di umilta’ nel riconoscere i propri limiti e “volare basso” nelle pretese.
Senza contare che chi stampa tramite il BOD o il POD solitamente non ha alcun tipo di pubblicita’, spinta, recensione, distribuzione, correzione, grafica etc etc etc.

Qualcuno magari in questo modo comunque “sfonda” (mi viene in mente Eragorn che e’ stato stampato in proprio nel 2002 dai genitori del “piccolo” scrittore prima di diventare un caso editoriale), ma molti sono costretti a rimanere in un limbo di pregiudizio e sufficienza.

Personalmente ho stampato il mio libro col BOD, non ho raggiunto (ancora) il mio target “minimo” di vendita (50 copie, regali esclusi), ma non posso dire di essermi “trovato male”.
Non mi considero poeta, non mi considero “bravo”. Avevo solo il sogno di avere “un mio libro” e che potesse essere sullo scaffale o nel comodino di qualcuno che non fossi io.
Ho fatto il libro di fretta e di getto, dovessi mai farne un secondo… ci metteri molta piu’ calma, l’ho dato in pasto prima ad un grande “BOD” internazionale e poi ad uno piccolo e nazionale (praticamente… ho 2 libri uguali ma diversi), ho cercato di farmi un po’ di pubblicita’ tra amici, parenti e conoscenti, ho ricevuto qualche apprezzamento e qualche critica sempre vista in modo costruttivo.
Vorrei di piu’? CERTO! Non mi nascondo, mi piacerebbe spingermi un po’ oltre…avere una (o piu’) vendite inaspettate e “non richieste”, ma non pretendo di essere “osservato” e “messo sotto contratto” da una grande casa, non mi vedo a presentare il libro in TV o interviste dal Corriere della Sera.

Vorrei poi aggiungere un’altra considerazione:
chi oggi (ma anche ieri) se la sente di investire in poesia?
Forse c’e’ ancora qalcuno che rischia con la fantascienza, il fantasy, il gotico, l’horror… alla scoperta di un nuovo Stephen King o Asimov o Chricton… ma sinceramente chi si mette a cercare il nuovo Quasimodo, Ungaretti, Montale?

Molto piu’ redditizio fare scrivere libri a DJ, VJ, Veline e viados…. (alcuni dei quali hanno tranquillamente ammesso di NON avere mai letto nulla e di aver scritto… cosi’, per caso) quelli hanno mercato!

    
Per finire vorrei comunque segnalare degli editori BOD e POD che ho trovato su http://31ottobre.blogspot.com

POD ITALIANI

           
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. Lampi di Stampa N/A NO NO Spesa minima di 99 euro per la stampa di un minimo di 20 copie del libro. NO
. Liberi di Scrivere N/A SI NO Oltre ai costi di stampa che variano in base alle opzioni, c’è il costo della vetrina pari a 0,30 euro, ma solo in caso di vendita. SI
. Boopen DOC, RTF, PPT, PPS, PDF, PUB NO NO Gratis NO
. Simplicissimus PDF Solo Ebook NO Gratis SI

 

POD STRANIERI

         
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Inverno

mercoledì, febbraio 3rd, 2010

Usando
la finestra come tela,
abbozzo
un arcobaleno,
foglie, fiori,
cielo azzurro
e nuvole.
Copro agli occhi,
all’anima
il grigio dell’inverno,
finche’ non apro
i battenti
ed il freddo
riavvolge
la vita.

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