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Book on Demand (Bod) e Print on Demand (Pod). Perche’ no?

Sono consapevole che con questo mio intervento mi attirero’ le ire dei “puristi” della pubblicazione anche se spero, una volta letto il post, possano almeno storcere un po’ meno il naso se non prorpio darmi ragione.

Innanzitutto, per chi non lo sapesse, vediamo di definire cos’e’ il Book On Demand (BOD) e il Print On Demand (POD).

La prima e sostanziale differenza tra il BOD e il POD e’ nella definizione di “libro” stesso. Il BOD stampa un libro a tutti gli effetti con catalogato e inserito nel registro dei libri (codice ISBN che e’ quel codice numerico usato internazionalmente per la classificazione dei libri. È definito da uno standard ISO, derivato dallo standard SBN inglese del 1967.Ogni codice ISBN identifica un’edizione di un libro – escluse le semplici ristampe), mentre il POD stampa si un libro ma senza codice ISBM, quindi (passatemi il termine) molto piu’ a livello Amatoriale. Altra distinzione da fare (specialmente all’interno del BOD, ma non solo) e’ tra operatori/case editrici che richiedono la stampa di un certo numero di copie (quindi con un investimento economico iniziale da parte degli autori) e operatori/case editrici che non richiedono un numero prestabilito di stampe quindi senza chiedere alcun contributo all’autore (in questo caso pero’ spesso vi sono contratti che legano l’autore per la distribuzione/stampa del libro stesso per un periodo di tempo).

Come dicevo prima i “puristi” non amano il BOD, perche’ con questo metodo chiunque puo’ stampare qualsiasi cosa, bella o brutta, interessante o meno, colta o no… insomma, spesso viene detto che col BOD stampano “cani e porci”. Ebbene, mi chiedo… che c’e’ di male? Se una persona ha un sogno, se una persona riesce in un proprio intento, perche’ negarglielo? Il problema e’ se l’autore crede che la sua opera possa essere il nuovo Best Sellers e se lui stesso si crede il novello Tolkinen o Dan Brawn, il nuovo Ungaretti, Quasimodo, Manzoni o Dante.
Putroppo al giorno d’oggi editori che puntino su autori esordienti, senza spinte e solo come “scommessa” ce ne sono sempre meno o magari lo fanno per “nicchie” e “generi” particolari. Spesso poi molto dipende dal “gusto” di chi recensisce il lavoro, non dimentichiamoci che comunque un editore tende a guadagnare da cio’ che pubblica e se non prevede un “ritorno” difficilmente si trasformera’ in mecenate. (per una lista di editori NON a pagamento e NON BOD potete fare riferimento al sito http://www.writersdream.org/)

Personalmente penso che la verita’ stia nel mezzo e’ vero che spesso chi vuole “essere stampato” ha la presunzione di aver scritto un’opera d’arte ma e’ altrettanto vero che chi “stampa” vuole farlo solo “sul sicuro”.

Tornando al discorso originario dicevo, che c’e’ di male a realizzare un sogno? Penso nessuno, l’importante e’ avere quella giusta dose di umilta’ nel riconoscere i propri limiti e “volare basso” nelle pretese.
Senza contare che chi stampa tramite il BOD o il POD solitamente non ha alcun tipo di pubblicita’, spinta, recensione, distribuzione, correzione, grafica etc etc etc.

Qualcuno magari in questo modo comunque “sfonda” (mi viene in mente Eragorn che e’ stato stampato in proprio nel 2002 dai genitori del “piccolo” scrittore prima di diventare un caso editoriale), ma molti sono costretti a rimanere in un limbo di pregiudizio e sufficienza.

Personalmente ho stampato il mio libro col BOD, non ho raggiunto (ancora) il mio target “minimo” di vendita (50 copie, regali esclusi), ma non posso dire di essermi “trovato male”.
Non mi considero poeta, non mi considero “bravo”. Avevo solo il sogno di avere “un mio libro” e che potesse essere sullo scaffale o nel comodino di qualcuno che non fossi io.
Ho fatto il libro di fretta e di getto, dovessi mai farne un secondo… ci metteri molta piu’ calma, l’ho dato in pasto prima ad un grande “BOD” internazionale e poi ad uno piccolo e nazionale (praticamente… ho 2 libri uguali ma diversi), ho cercato di farmi un po’ di pubblicita’ tra amici, parenti e conoscenti, ho ricevuto qualche apprezzamento e qualche critica sempre vista in modo costruttivo.
Vorrei di piu’? CERTO! Non mi nascondo, mi piacerebbe spingermi un po’ oltre…avere una (o piu’) vendite inaspettate e “non richieste”, ma non pretendo di essere “osservato” e “messo sotto contratto” da una grande casa, non mi vedo a presentare il libro in TV o interviste dal Corriere della Sera.

Vorrei poi aggiungere un’altra considerazione:
chi oggi (ma anche ieri) se la sente di investire in poesia?
Forse c’e’ ancora qalcuno che rischia con la fantascienza, il fantasy, il gotico, l’horror… alla scoperta di un nuovo Stephen King o Asimov o Chricton… ma sinceramente chi si mette a cercare il nuovo Quasimodo, Ungaretti, Montale?

Molto piu’ redditizio fare scrivere libri a DJ, VJ, Veline e viados…. (alcuni dei quali hanno tranquillamente ammesso di NON avere mai letto nulla e di aver scritto… cosi’, per caso) quelli hanno mercato!

    
Per finire vorrei comunque segnalare degli editori BOD e POD che ho trovato su http://31ottobre.blogspot.com

POD ITALIANI

      
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3 Comments

  1. brazir brazir

    beh.. perchè scusa per la lunghezza?
    hai ragione su quasi tutto. Una sola piccola considerazione.
    Tu conosci me, io faccio pubblicità ad un libro.
    Sapendo che sno un po’ “fiscale” in queste cose… dovrebbe per lo meno sfiorarti l’idea che quel libro a me piace, o piace l’autore… e quindi farti venire il dubbio che potrebbe essere interessante e quindi cercare di conoscere l’autore… e non l’autore che venga a “bussare” a te…

    • chao chao

      Sono d’accordo. Non mi ero spiegata bene…
      Dicevo che per essere motivata a comprare un libro di poesie, mi sono resa conto che il motivo migliore, se non determinante, è che io “conosca l’autore o mi sia presentato”. Nel tuo caso, non avrei potuto non leggerti, a qualsiasi costo, perchè un pò ti conosco e le tue “foto” mi piacciono. Ma sicuramente il fatto che tu ti sia interessato a pubblicizzare nei tuoi spazi un altro autore è un motivo per cui io posso prendere in considerazione di leggerlo, sicuramente con più voglia e curiosità che verso altri libri di poesie che mi capita di veder pubblicizzati qua e là. Quell’autore non può bussare da me e se lo facesse… non mi direbbe nulla, mentre con un buon passaparola, può arrivare a me. Io ho fatto leggere il tuo libro ad altri, che ne sono stati contenti e dovrei continuare perchè il libro di poesie va consigliato (se o finchè non prende a volare da solo). In fondo, il mio messaggio vorrebbe essere che tu, come autore di poesie, non puoi arrenderti, devi “esporti”, devi esporre la tua persona perchè si arrivi alla tua opera. Più che se avessi scritto un libro di narrativa. Ma questo lo sai… e rimetterai in moto iniziativa, idee e voglia.

      (E spero non ti sia pentito d’aver scritto che la lunghezza non è un problema.)

  2. chao chao

    Questo post mi suggerisce tre punti da valutare: una domanda, un’informazione ed una constatazione.
    La domanda: che c’è di male nello stampare un libro col sistema BOD. Non c’è nulla di male. “Cani e porci” stampano comunque; in questo settore ci sono tanti raccomandati, tante persone che possono scrivere anche se non hanno nulla da dire, solo perchè hanno un nome in altri campi. Quindi lo scrittore per passione che ha come unica possibilità quella stampare da solo, non è peggiore di altri, che comunque pubblicano opere inconsistenti. In fondo, occuparsi per realizzare un libro è comunque cultura e la cultura non ha mai fatto male.
    L’informazione. E’ quella che dai fornendo indicazioni per stampare. Penso che… almeno un terzo, per tenermi bassa, di coloro che ti leggono si faranno sfiorare dall’idea di usare le informazioni.
    La constatazione, purtroppo giusta: ci sono generi più facili di altri, dal punto di vista commerciale. La poesia non è tra i più facili.
    Un pò di tempo fa, quando hai pubblicizzato un libro di di una tua amica, riflettevo su cosa mi spingerebbe a comprare un libro di poesie. La mia risposta è stata che dovrei conoscere chi scrive poesie perchè io abbia voglia di sapere cosa ha da trasmettere. Una storia può piacermi, a prescindere dall’autore, se questi scrive bene. Ma i sentimenti, le emozioni, deve darmele qualcuno che mi piace o che almeno mi incuriosisce e perchè questo avvenga, o devo conoscerlo, o mi deve essere “presentato”. Quindi, almeno per quelle che mi sembrano essere le mie “esigenze”, colui che scrive poesie deve esporsi di più, inizialmente, perchè si crei un passaparola.

    P.S. Chiedo scusa per la lunghezza.

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