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E-migranti

Partimmo in una notte nera come la nostra pelle.
In 150 su una barcarola che non riusciva a contenerci.
Tutti in piedi, ammassati a combattere col freddo, col sale, contro l’acqua, la paura.
Il silenzio interrotto dal pianto di qualche bimbo, prontamente soccorso dal seno della madre.
Abbiamo investito i risparmi di una vita per una nuova vita.
Non ci guardiamo neppure negli occhi.
Abbiamo lasciato un passato, il nostro passato, senza conoscere il futuro.
Cerchiamo d’affondare le speranze nelle nostre raidici: volti, voci,madri, padri, mogli,mariti, figli…lasciati alle nostre spalle, per non rischiare, ma forse rischiano più di noi che senza saper nuotare affrontiamo il mare.
Ci hanno detto che andremo a nord, ma cos’è il nord? La luce di quella stella luminosa? Una convenzione? Una speranza? Un’incognita?
Non è amico il mare, s’ingrossa, quacluno vomita dai parapetti ormai marci dal sale.
Ora qualcuno urla, qualcuno prega…

Son 3 giorni che navighiamo… poca acqua, qualche panino secco… niente servizi… il sole quando si alza, brucia anche la nostra pelle.
Non si vede la meta…

Ci chiamano migranti, profughi, clandestini… ma siamo solo uomini in cerca qualcosa di meglio, di un futuro.
Ci accontenteremo delle briciole che cadranno dalle tavole di chi non avremo il coraggio di guardare in viso.
Nessuno ci darà quella dignità che perdemmo ancora prima di partire.

Un rumore, una vedetta…. ci scortano, forse non moriremo in questo mare anche se dentro siamo già morti, ci siamo venduti l’anima per un viaggio senza conoscerne la meta.
Alzo lo sguardo, anche se non è ancora agosto, vedo la mia stella cadente…

 

 

Published inRaccontiRiflessioniScrivere

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