Anima Nuda

Anima Nuda 3 (“Fotografie” sparse)

copertina

Anima Nuda3 (“Fotografie” Sparse), a concludere, forse, un ciclo iniziato nel 2013.
Fedele al mio essere “fotografo di pensieri”, che mi accompagna già dal primo libro, spargo sulla scrivania una serie di scatti dell’anima, senza data, senza logica…
Istantanee d’un cammino infinito alla ricerca anche solo del cercare, senza badare alla meta, come a riprendere la frase iniziale di T. Edison. Pensieri che, come sempre, dono al lettore, con la speranza che vengano fatti propri.
Come negli altri due libri di “Anima Nuda” non c’è sommario (per non dare un ordine) ma c’è – in ogni pagina – dello spazio bianco perché ogni lettore possa divenire “autore” del suo (e non più mio) libro

Parole in fotocopia

È la scoperta di un mondo bicolore, quello a cui ci conduce Brazir in questa ulteriore sua proposta, dove le parole sembrano trite, anzi, fantasmi di parola, vuote del significato che avevano fino a poco fa:

Fotocopie di parole
Per non capire il senso

È tutto lì. Ci sono momenti nella vita in cui rimaniamo smarriti: forse non avevamo capito, ci eravamo ingannati. Forse, non ci eravamo accorti che il senso era un altro. Oppure che non c’era senso, in questo scontro feroce di bianco e di nero, di contrasto senza logica in cui non ci riconosciamo più, noi che percepivamo il nostro mondo un luogo caldo e protetto:

forestiero nel luogo natìo.

L’unica cosa ragionevole è fermarsi e, pazientemente, cercare di capire, se non di sopravvivere. Avevamo percepito il contrasto come una modalità di confronto, ed ora abbiamo bisogno di …

M’immobilizzo
Cercando forze per ribattere
O soccombere.

Ci sembra che la nuova creazione di Brazir sia il prodotto di questa immobilità e descriva la parabola dalla sorpresa, dallo sconforto, a un silenzio carico di interrogativi,

vago silente
sentieri solitari
nella mia mente.

È allora che ti scopri per quello che sei, quando tutto quello che puoi dire di te è che sei

ancora alla ricerca dell’io…
ancora alla ricerca d’un Dio…
ancora alla ricerca d’un noi…
ancora….
ancora….
ancora..

tra alternarsi di reazioni emotive, magari rabbiose, e nostalgie di ritorno, ma un ritorno a un mondo nuovo. Il curioso è che il processo non è lineare, ma è un continuo alternarsi quasi dall’inizio alla fine della raccolta. Questa doccia scozzese che l’autore sperimenta su di sé e riversa sul lettore però ha un suo sviluppo, sia pure nell’alternanza di un amore perso e ritrovato, di una sicurezza mai del tutto sicura, la quale però riporta progressivamente Brazir a riscoprire, sorprendendosi, che le parole in qualche modo non sono mai completamente fotocopie, hanno una originalità, un colore, delle sfumature che ridanno loro significato. O, piuttosto rivelano altri significati che a primo acchito non erano percepiti.

Ricerca annosa
felicità trovata nelle parole.

Così invitiamo il lettore a farsi silenzioso ricercatore non tanto di parole nuove, quanto di senso nuovo … ma anche di antico, direbbe il Pascoli.
Ha ragione l’autore di usare il termine postmoderno, sia pure scindendo il “post” dal “moderno”: del postmoderno qui c’è tutta l’incertezza e però l’accettazione del buio. Ma si tratta di un buio parlante, di parole silenziose che, all’improvviso ti lasciano così, un’ “anima nuda”, appunto. E allora, quando meno te lo aspetti,

Chiusi gli occhi,
respirai
e, finalmente, vidi.

É questo l’augurio che si può fare anche a te lettrice, lettore. In qualche modo anche tu sei una parola. Sicuramente non una fotocopia.

Enrico M. Salati