Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Preoccupazione emozionale

venerdì, marzo 18th, 2011

Si legge e si sente in giro grande “preoccupazione” per il discorso sul nucleare dopo quello che è successo in Giappone.

Per carità, ognuno è libero di pensare e anche di non pensare.
Però vorrei fare qualche riflesione che vada “oltre” la “preoccupazione emozionale”.

Come già detto non penso che i Giapponesi siano così “stupidi” di costruire 53 centrali nucleari (non 3… ma 53) sul suo territorio (altamente sismico e non molto più grande dell’Italia) senza prendere le dovute precauzioni.

E’ ovvio e sotto gli occhi di tutti che il sisma giapponese è un evento fuori dal comune e che sicuramente ha creato danni speriamo “riparabili” ad una delle su centrali.
E’ ovvio e sotto gli occhi di tutti che la centrale non ha retto all’urto del sisma e che ora “c’è” paura.
Non lo nego ma non dico che “se lo sono meritato” o, come ho letto in giro, hanno voluto il nucleare e ora “fatti loro” e fortuna che “sono lontani”.
Penso invece sinceramente che “bisogna guardare oltre” o, forse indietro.

Già, indietro… e poi manco di tanto.
Un annetto, anche meno.
Nessuno si ricorda ORA cosa è successo nel golfo del Messico? Ma si, abbiamo la memoria corta…
Eppure c’è stata una catastrofe ambientale e non solo di cui si è già smesso di parlare, è stato “Messo il tappo”, operazione finita!
Ma tutto quel “mare di petrolio” nell’oceano, sappiamo che danni ha causato? Se e come si è sparso nel mondo, se e come “ci tocca”?
E dei morti negli anni (o secoli) nelle miniere di carbone?

Già, ma il “nucleare” fa paura…  e allora SI ALL’ENERGIA PULITA, per esempio quella idrica…. ma nessuno si ricorda del Vajont?

Secondo me va inteso chiaramente e distintamente il RISCHIO EFFETTIVO dalla PERCEZIONE DEL RISCHIO.
Ora la percezione del rischio è alta, perchè è appena successo, perchè l’idea di energia atomica è ancora legata alle bombe nucleari, perchè forse è una energia “complicata” che si conosce poco…

Però dobbiamo metterci in testa che il petrolio più o meno a breve finirà e allora “che faremo”?
Abbiamo paura dei morti che POTREBBERO esserci per il nucleare ma non parliamo mai di quanti morti all’anno ci sono per le polveri PM10.

Ora non voglio assolutamente dire che il nucleare è sicuro ma che, forse, nessuna fonte alla fine lo è (direttamente o indirettamente), e poi abbiamo centrali in Francia, Svizzera e Germania e quella energia la compriamo (per esempio dalla Francia).

Altri discorsi sono sulla gestione delle scorie, perchè “se non riusciamo a tenere pulita Napoli, che ne faremo delle scorie”?
Ma qui forse non è anche “colpa nostra”? Che non siamo capaci di fare valere i nostri diritti e non adempiamo ai nostri doveri?
O che comunque e quantunque ci fidiamo e diamo potere a chi “non fa le cose per nostro interesse”?

Sapete benissimo che non mi piace parlare di politica e non vogliatemene, vorrei non aprire questo discorso in termini politici, ma solo vorrei lasciare una riflessione “distaccata” da ciò che sta succedendo nel paese del sol levante, poi ben vengano le discussioni su “nucleare si o nucleare no” ma esclusivamente in termini di problemi reali e oggettivi e non su quello che potrebbe succedere, perchè allora – scusatemi tanto – non dovremmo più usare la macchina (ha un serbatoio che puo infiammarsi o, in alcuni casi, sono addirittura A GAS) perchè quanti morti ci sono al giorno sulle strade? Nemmeno usare le bombole del gas in casa e nemmeno il gas “nei tubi” e, forse, non andrebbero bene nemmeno le stufe a legna… non si sa mai… un tizzone…potrebbe dare fuoco a tutto!!!!
Per non parlare dei disastri aerei o navali…. insomma…il “rischio” c’è sempre, anche di cadere e sbattere la testa…

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uno cinque zero

giovedì, marzo 17th, 2011

Ricordiamoci sempre di essere Italiani e non solo ogni quattro anni…
Ricordiamoci sempre che la nostra forza sta anche nella nostra diversità
Ricordiamoci sempre che c’è chi ha versato sudore e sangue per renderci Nazione e per fare in modo che questa restasse unita,  contro il terrorismo, le mafie, che pensano che “divisi è meglio”.
Ricordiamoci sempre che abbiamo tanti dialetti ma una sola lingua.
Ricordiamoci sempre che la nostra amata Italia è la nazione col maggior numero di siti inclusi nel patrimonio dell’umanità.
Ricordiamoci sempre che il VA PENSIERO non è un inno padano ma un patrimonio mondiale.
Ricordiamoci di vivere da italiani e non solo ricordarcene in giorni come oggi.

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.. …

lunedì, marzo 7th, 2011

In un giorno di pioggia, immagino un arcobaleno ad unire  2 fiumi.

Sponde diverse ma uguali si uniscono.

Mani si tendono.

S’insinua la voglia di non mollare, rimanere aggrappati anche alle parole.

Seguo l’arcobaleno, restando verso terra…. salto tra i miei colori, pitturandomi il viso.

Penso…

Sorrido…

Odoro l’aria..

Vivo…

 

Salsedine sulla pelle…. orme impresse nell’anima

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Si rincomincia

mercoledì, febbraio 16th, 2011

E si rincomincia, dopo esattamente 45 giorni torno in ufficio ma non nell’ufficio dal quale ci siamo “visti” negli ultimi 3 anni.
Già so che sarò vicino ai 2 capetti, che il lavoro sarà più frentico, ma che sarò più vicino a casa, che la moto non avrà un posto al coperto, che il caffè sarà quello delle macchinette, che (conoscendomi) torneranno i mal di stomaco e i mal di testa, che non potrò controllarmi le mail, che tutto sarà più controlato, che (forse) avrò più vita sociale….
Lo ammetto, un po’ di delusione c’è… ma cerco di non fermarmi alle apparenze e di andare con lo spirito di chi cerca sempre qualcosa di positivo.

Un ringraziamento particolare a chi si è ricordato e mi ha fatto gli in bocca al lupo….

It’s Time!

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Noi, poveri “ragazzi” degli anni 80 e la tv – prima parte

venerdì, gennaio 28th, 2011

Oggi, vorrei iniziare a parlare della mia generazione.
Quella nata sul finire del boom economico italiano del secolo scorso, che hanno passato l’infanzia nella “crisi” degli anni ’70 e l’adolescenza e la giovinezza negli anni ’80.

Quella generzione che è “nata” assieme alla televisione in tutte le case e che ne ha visto il passare dal bianco e nero al colore.

Già, la televisione…. ma vi rendete conto di quanto ci abbia potuto “traumatizzare” e indirizzare male.

Già dal mattino ci facevano prima vedere un immagine più o meno come queste:

Con un BIIIIIIIIIIIP di sottofondo continuo e fastidiosissimo, per poi ipnotizzarci con video in loop dell’apertura delle trasmissioni:

Immagini fisse e colorate… poi “loop” di disegni geometrici… che fosse tutto organizzato da qualche “ipnotizzatore”?

Poi, spesso partiva un filmato, sempre e solo musicale, dove ci venivano raccontate varie scene esterne di una famiglia, io ricordo la visita allo zoo…

Infine, se tutto andava bene, iniziavano finalmente le vere trasmissioni, a meno che non partisse l’immancabile “intervallo”:

Musiche rilassanti, certo, ma che a noi bambini facevano restare come “ebeti” in attesa di quello che veniva dopo….

E cosa veniva dopo? Ma i cartoni animati! E qui si apre un mondo a se’ stante…

Heidi: sfortunata bambina rimasta orfana che vive col nonno in una baita e a cui “le caprette fanno ciao”, che ha come amici “mu mu, cip cip, be be”, che vive dove la “neve candida come latte di nuvola”, che canta lo jodel col suo nome: “Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi – Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi -Ho-la-lai-di, Lai-di, Lai-di, Lai-di, Ha-ho” e che si fa i “trip” sulle nuvole:

Remì: Altro bambino sfortunato, che va in giro per il mondo suonando l’arpa e facendo ballare “la scimmietta e il cane”, non ha una casa ma a cui basta un pote, e chissenefrega se non mangia, l’importate è stare in compagnia!!

Candy Candy: altra bambina sfortunella che però è allegreia, simpatia, zucchero filato, che non è mai sola nemmeno nella neve più bianca e alta (come latte di nuvola???), che gira sempre col suo gatto…e che, assieme a Georgie (che corre felice nel prato…) ha sdoganato il rapporto incestuoso tra fratelli (la prima che è interessata a Terence il quale sembra però più interessato a Antony – non poteva mancare l’omossessualità -  mentre la seconda viene “scaldata” dal corpo del fratello sul suggerimento dello zio…).

La lista però DEVE assolutamene continuare: che dire di Pollon, la figlia di Zeus prima pusher dichiarata che andava in giro a dispensare una polverima magica che sembra talco ma non è serve a darti l’allegria? Se lo lanci o lo respiri ti da’ subito l’allegria???


E che dire di Spank? Cane innamorato di una gatta?

E di Lady Oscar, prima trasgender mondiale e anticipatrice delle donne nell’esercito?
Questa tipetta il cui padre voleva un maschietto è diventata nientemeno che capo (non capa!!!) delle guardie reali, Altro che drag queen o Vladimir Luxuria!

Nello stesso filone non va’ però dimentico/a RANMA cui bastava dell’acqua per passare da uomo a donna….

Se prima abbiamo parlato di omosessualità maschile, per par condicio dobbiamo ricordare Sailor Moon che ci ha fatto conoscere con largo anticipo le coppie di fatto (Sailor Uranus e Sailor Neptune).
Capitolo a parte per Puffetta, unica fanciulla in mezzo a una miriade di omini blu… un inno alla promiscuità, chissà chi saranno i padri dei baby puffi!!!

Altra menzione speciale va fatta per tutti quei cartoni che “incitano” alla violenza sulle donne: “Mimi’”, Jenny la tennista”, “Maya” che, più o meno volontariamente venivano vessate e maltrattate da allenatori, compagni, registi…

Ma per concludere questa prima parte, vorrei segnalare l’incubo dei maschietti:

Venus e i suoi missili fotonici, potete capire il “trauma” nel vedere cosa erano e da dove partivano i missili?

Trauma superato (a aumentato) abbondantemente anni dopo con l’avvento di Bay watch e Pamela Anderson…ma questa è un’altra storia e soprattutto un’altra puntata….

P.s. Potete ora iniziare a capire perchè la mia generazione è così “complessata”???

つづく

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Sono vecchio?

giovedì, settembre 9th, 2010

In questi minuti mia figlia inizia la nuova avventura della scuola primaria di secondo grado. Stamattina al suo risveglio l’ho vista spaesata. E’ tutta estate che cerchiamo di farle capire che sicuramente sara’ un cambiamento non solo “fisico” di scuola ma anche ti tempi, modi, ritmi, insegnanti, compagni…. ma ovviamente senza “provare” non se ne puo’ rendere conto. E d’un tratto l’ho vista “bambina” che vuole fare la grande e…”grande” che vuol essere ancora bambina. E io nonostante abbia 38 anni mi son sentito “vecchio”. Vecchio perche’ di media gli altri genitori dei compagni di mia figlia sono piu’ “anziani” di me (lo e’ stato finora sia all’asiilo che al “primo grado”), vecchio perche’ lei cresce…con le gioie e i dolori della crescita, vecchio perche’ “la mia scuola” era diversa nei tempi e nei programmi, vecchio perche’, forse, essendo figlia unica non ho forze “fresche” a tenermi occupato. Vecchio perche’ in fondo in fondo, come tutti i genitori, voglio il suo bene e il meglio per lei e mi sento come probabilmente si sentivano i mei genitori… che sicuramente hanno riposto sulle mie spalle le loro aspettative e i loro sogni, che magari anzi quasi sicuramente, non erano i miei ed io, seppur voglio evitare questa cosa, mi perdo a pensare cosa mi piacerebbe lei facesse nella sua vita, spesso dimenticandomi o volendo dimenticare che e’ la sua e non la mia vita.
E continuo a chiedermi… “sono vecchio?” o semplicemente “genitore”?

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Un lustro…una vita…

domenica, giugno 13th, 2010

Spesso non ci accorgiamo di quanto ci “leghiamo” alle persone.

E di quanto le persone in un lasso di tempo relativamente breve ci possano “entrare” in profondo.

Oggi mia figlia ha finito le elementari. Fine di un ciclo. Cambio di velocità. Inizio del “diventare grandi” ma… ieri al “saluto” alla sua maestra per 5 anni che tra l’altro andrà in pensione alla fine del mese… sembrava una fontana.
Un pianto a dirotto, con singhiozzo.
Un pianto “vero”.
Mi ha fatto tenerezza e mi ha fatto venire magone pure a me.
E ho iniziato a pensare a quanto mi è rimasto dei miei “maestri”.
La “mia” maestra delle elementari… donno siciliana che amava il suo lavoro e si vedeva.
Poi un vicepreside alle medie e 2 professori alle superiori: Italiano e Tecnica.
Persone che hanno lasciato qualcosa “oltre” alle semplici nozioni.
Persone che avrei piacere di incontare di nuovo e che se tornassi indietro vorrei conoscere e capire di più.

E allora ben vengano le lacrime… che ci fanno ricordare ancora di avere emozioini… e di essere vivi.
Anche se … sono lacrime “giovani” che semplicemente vorrebbero dire “ti voglio bene”.

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Senza senso

martedì, giugno 1st, 2010

Sensa senso e senza direzione.
Potrei definire cosi’ la mia permanenza qui.
Cerco di donare pensieri, emozioni, sorrisi, magari anche lacrime: reazioni a quel che sono e quel che scrivo.
Contornato spesso da silenzio, come goccia scavo nella roccia del mio essere.
Buco nero da cui nasce o muore la voglia del mio vivere.
Spazio, vago, gioco con parole, suoni e colori.
Creo qualcosa che esiste gia’, solo che non ha materia, irraggingibile dai 5 sensi, e’ irrazionale come forse lo son anche io.
Senza direzione e sensa senso, torna la domanda del chi sono e cosa voglio o forse semplicemente vivo.

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A.M.O.R.E.

venerdì, maggio 7th, 2010

 E’ il senso di una parola,
o l’essenza del sentimento? ~
Dire o non dire resta inutile
quando basta uno sguardo
o una carezza lungo la schiena.
A volte, la parola,
e’ bisogno sensoriale,
per non far restar solo l’udito.

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Forse di piu’…

giovedì, aprile 29th, 2010

Una mattina come tante altre: la sveglia che suona, bagno, colazione, lavoro…
Solita vita, soliti dejavu quitidiani.
Cambiano le macchine che incontri sulla strada o i colleghi che incontri davanti al badge, ma non cambia la sostanza: Pc, telefono, fax, mail.. nessuna “botta di vita”… nessun colpo all’anima.
Cerchi qualcosa per darti una spinta, un po’ di voglia, un polase per il morale, un multicentrum per lo spirito ma…nulla!!!

Il cellulare ti vibra in tasca, “ecco – pensi – ci mancava qualcuno che rompe“.
Un messaggio, anzi un mms.
Una foto, un oggetto che tu ben conosci… appoggiato su un comodino,  poche parole:
“E’  sempre qui sul comodino, ogni tanto lo prendo in mano e mi ci ritrovo”.

Di colpo vedi il sole oltre le nubi, la pioggia da acida diventa dolce, un sorriso da ebete ti si  stampa sul volto, tanto che i colleghi ti chiedono se va tutto bene.
Ti alzi, vai a prendere un caffe’ della macchinetta e ti sembra quello fatto nel migliore bar della citta’.
“Allora… a qualcosa e’ servito” e’ l’unico pensiero che ti frulla per il cervello.
Torni alla tua postazione e le mail ti sembrano poche, il telefono non e’ nemico, il pc diventa compagno di condivisione e non piu’ compagno di sventura.

Sai che questa senzazione durera’ poco, sai che tra poche ore tutto sara’ tornato normale, ma un messaggio ti ha riportato un po’ di quella voglia che ormai pensavi perduta, pero’ ti porta ancora a fare qualche progetto, che sicuramente accantonerai, ma la scintilla scocca….. potere di un messaggio…forse di piu’ che un abbraccio

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