Haiku

Booktrailer

Ho raccolto in questo “libricino” gli Haiku gia’ pubblicati in Fotografie di Pensieri aggiungendone alcuni altri scritti nei 2 anni dall’uscita di del libro.

Ho conosciuto gli haiku tramite il web e mi hanno subito affascinato per il ricco significato che possono contenere nonostante la brevità. Li trovo perfetti, forse perché rispecchiano un po’ la mia visione dello scrivere –pochi fronzoli e spazio al contenuto - piccole “fotografie di pensieri” che catturano l’attimo tendendolo all’infinito, è quello che accade nel momento che accade. Vi sono diverse scuole di pensiero relative all’haiku, con regole definizioni metriche, discussioni: vi sono i puristi che si attengono esattamente alla regola 5-7-5 facendo differenze tra parole sdruciole o meno, tronche, etc, altri definiscono un haiku una breve poesia di 3 versi e non fanno molto caso alle lunghezze. Personalmente ho sempre cercato di mantenere la suddivisione metrica“originale” 5-7-5 contando la suddivisione in sillabe grammaticalmente anche qualche volta non ho applicato la regola. Per me l’haiku è una sfida all’essenziale e, se l’essenziale è bello, al bello. Difficile condensare un pensiero in sole 17 sillabe eppure fattibile e, spesso, molto gratificante. Chiedo scusa fin d’ora se qualche mia composizione non è un haiku in senso stretto (alcuni probabilmente sono Senryu per la mancanza del Kigo o del piccolo Kigo – riferimenti alle stagioni o alle parti del giorno) ma ho sempre cercato di mantenere lo “spirito” per l’haiku come lo intendo io.

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Nella sezione media potrete trovare il video della presentazione di Haiku avvenuta il 03/12/2011 presso la parrocchia Santa Maria Liberatrice  di Milano e alcune foto della presentazione avvenuta presso la Biblioteca Chiesa Rossa sempre di Milano

Recensione

"Personalmente amo molto “giocare” con le parole, c’è un fascino, un potere in esse che trascende da quello che è il mero significato… accostate fra loro assumono sfumature inusuali, offrono visioni altre, come giustamente dice Brazir possono divenire flash, aprire visioni diverse.
L’haiku è uno dei modi in cui si può “giocare”, non è certo un gioco semplice, molte regole rischiano di ingabbiare il pensiero, la libera espressione delle proprie sensazioni e riuscire in sole 17 sillabe ad esprimere un’emozione è un’impresa che non fa per me,non ci riuscirei mai. L’haiku richiede stilisticamente una buona, per non dire di più, capacità di sintesi ma richiede in primo luogo, per essere composto, la capacità di guardare oltre, di vedere al di là delle convenzioni, di sentire col cuore prima che con la mente.
Ho letto sprazzi del cuore di Brazir in questi haiku." -
Prof. Claudia Poli

Dicono di Haiku

Cristina Carraro

Quando mi è arrivato il libro ho cominciato a leggerlo subito…aprendo a caso le pagine.
E` come sgranare da una pannocchia , uno dopo l`altro, dei chicchi che hanno un sapore sempre nuovo!!!
E dato che ogni giorno abbiamo sensazioni e viviamo momenti differenti…ogni giorno è bello cercare l`Haiku che più senti vicino…..e che più rispecchia il tuo stato d`animo.
Io ne trovo sempre uno che sembra esser stato scritto per me!!!
Non conoscevo gli Haiku …sono essenziali, incisivi, illuminanti.
Questo libro è una continua scoperta…Haiku dopo Haiku

Chao

Ho sempre immaginato l`Haiku come un qualcosa di lento, di calmo e tranquillo, che racconta un attimo veloce; forse perchè penso che un Haiku, per essere perfetto, abbia bisogno di un minimo di ragionamento e di “aggiustamenti”.
Col libro degli Haiku di Brazir leggi poco ed elabori molto, poichè occorre riportare (ma avviene in modo spontaneo!) ciò che è stato condensato, alla primitiva forma completa e complessa. Una finestra che si apre piano su un variegato panorama.
Non avevo letto altre raccolte di haiku, prima.
E` strano spaziare da un mondo all`altro (natura, sentimenti, emozioni) in così poco tempo e spazio.
Una piccola, ma interessante esperienza da fare e… ci si ritrova ad aver voglia di provare a scriverne almeno qualcuno.

Giusy Spada

Letto in auto (non guidando!) in un pomeriggio d’autunno…
Qualcosa già conoscevo, altro era nuovo. Apprezzo gli Haiku, li ho conosciuti soprattutto tramite te, ma ho anche ascoltato una professoressa che li insegnava ai bambini. Son d’accordo che siano un gioco-serio, una piccola sfida e poi una grande soddisfazione.
Ci ho anche provato, per il gusto della sfida, ma non sono il modo di scrivere che io preferisco.
L’haiku è “catturare l’attimo… e descrivere quello che accade nel momento in cui accade” con “pochi fronzoli e spazio al contenuto” (cito te nella prefazione del libro); io, pur restandone affascinata, amo scrivere “coi fronzoli” e senza regole, se non quelle della grammatica.
Ciò non toglie che essi abbiano un fascino particolare, strano… Leggi tre righi e puoi estendere il concetto a mezza pagina di scrittura libera.
Io ci gioco con gli haiku, ci ho giocato facendo scegliere il suo preferito al mio bambino, cercando di scrivere qualcosa di sensato in 5-7-5 e… ci gioco contando le sillabe e sperando di trovarci un errore!
Ed ora ti faccio sorridere:

Passando lesta
tra le coste scoscese
scopro tua vita

E il tutto, a modo mio, sarebbe:
In un pomeriggio d’autunno, ho letto le parole che hai scritto, cercando di scoprirci la tua anima!