C’è un silenzio irreale per le vie di Milano, per le vie lombarde, per le vie italiane… Un silenzio mai sentito, un silenzio di paura.

Paura…. Della malattia, della morte, della perdita del lavoro… Paura di qualcosa di sconosciuto ma che ormai conosciamo bene e a cui diamo un nome: Covid-19

Una paura che prima era lontana, poi vicina e poi ormai direi mondiale.

Una paura che cambierà ognuno di noi anzi che probabilmente l’ha già fatto, allontanandoci dagli altri, facendoci sentire estranei ad un mondo in cui eravamo almeno comparse.

Una paura che ci ha tolto quasi tutti i piaceri, gli sport praticati e visti dal vivo o in TV, la movida, le uscite, il cinema e il teatro, lo shopping…

Una paura che spaventa come una tempesta improvvisa dalla quale non sai se ne uscirai, ma sai che se ne uscirai non sarai più quella stessa persona che si è ritrovata suo malgrado a combatterla.

Eppure….eppure mai come ora ho voglia di vivere a colori, di fare quello che non ho mai fatto o che ho tralasciato di fare… E mi accorgo che sono già cambiato …che certi atteggiamenti e ragionamenti mi scivolano addosso… Che non ho più voglia di litigare…per un parcheggio o un posto in fila o per l’ultima fetta di torta…

Cambiato…. Eppure in gabbia, a giocare a dadi coi pensieri, a scavare nell’essere, a fare l’elenco delle cose importanti e di conseguenza delle inutili.

Tutto passa e intanto il mondo va avanti… Il sole sorge, la primavera arriva… Tutto prima poi tornerà a quella che chiamavamo normalità, ma già sappiamo che non sarà più la stessa così come noi, marinai nella tempesta della vita

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