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    Ecco finalmente l'invito ufficiale stampato dal comune di Milano per la presentazione in Biblioteca di Haiku.  

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    "Ho inseguito un sogno, cercato, studiato, voluto.Mi sono lasciato trasportare dal vento delle emozioni, dalla smania e dalla "voglia". Sono arrivato quasi al punto di smettere di sognare perche' "faceva male". Poi, in una grigia giornata, ho seguito una nuvola rosa all'orizzonte e ho capito che come lei poteva sfidare i ...

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    Anche io voglio sostenere nel mio piccolo la ristrutturazione dell'oratorio della parrocchia che frequento. Al momento e' stata completata ma non ancora finita di pagare la ristruttirazione della sala polifunzionale (ex cinemateatro) GXXII. Ma i sogni sono "grandi" e per finire "tutto il progetto" mancano ancora da rifare i campi sportivi e ...

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    Oggi, vorrei iniziare a parlare della mia generazione. Quella nata sul finire del boom economico italiano del secolo scorso, che hanno passato l'infanzia nella "crisi" degli anni '70 e l'adolescenza e la giovinezza negli anni '80. Quella generzione che è "nata" assieme alla televisione in tutte le case e che ne ha ...

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Un piccolo aiuto

Come ogni tanto capita sono a scrivervi per avere da voi “un piccolo aiuto”.
Qualche post addietro vi avevo avvisati che ora i miei libri sono editi da photocity; orbene, nel cambiamento ho notato che ora si possono inserire le recensioni.

Sono quindi a chiedere a tutti quelli che hanno letto FdP e Haiku di scrivere una recensione sul sito dell’editore, mentre chiedo a tutti quelli che ancora non li hanno letti di ordinalrli e… recensirli :-).

 

Grazie!

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Luca Carboni – Senza Titolo (cd)

E’ uscito il 13 Settembre a 5 anni di distanza da “le band si sciolgono” il nuovo album di Luca Carboni dal titolo “Senza Titolo”.

 

Non è la prima volta che Carboni usa dei “titoli / non titoli” per i suoi album, infatti possiamo ricordare LUCA CARBONI (1987), CARBONI (1992), DIARIO CARBONI (1993), LU*CA (2001) e volendo anche LIVE (2003; questo perchè, come dice lo stesso cantautore, un titolo caratterizza molto un disco, mentre con un “non titolo” ognuno può farsi un’idea personale del lavoro, ciò nonostante penso che la copertina sia particolarmente significativa un uomo (lo stesso Carboni) che tiene per la mano il figlio, di spalle che guardano/camminano nella stessa direzione… quindi se anche non c’è un vero titolo, Carboni sembra volerci suggerire che è un disco di confidenze, parole, forse anche insegnamenti, come un padre può fare con un figlio (ma anche vice-versa)

SENZA TITOLO, contiene 10 tracce (11 se acquistato su Itunes):

  • 01. Non Finisce Mica Il Mondo
  • 02. Provincia D’Italia
  •  03 Fare Le Valigie
  • 04. Per Tutto Il Tempo
  • 05. Ca**o Che Bello L’Amore
  • 06. Senza Strade
  • 07. Riccione-Alexander Platz
  • 08. Liberi Di Andare
  • 09. Una Lacrima
  • 10. Madre
  • 11 . Il Fiume (bonus tracks solo per Itunes)

Un disco “nuovo” eppure sempre “intimo” nel classico stile Carboni, ci sono, a mio avviso, delle “goccie di vita” da assaporare piano piano, delle “perle rare”.
Il disco “suona ” decisamente bene, si nota che è stato speso del tempo per gli arrangiamenti, ogni suono è studiato, curato.

Non finisce mica il mondo
E’ un inno al guardarsi attorno, a non fossilizzarsi su quello che si ha e/o che si sa fare bene, una spinta a sperimentare, innovare anche rischiare, “non finisce mica il mondo se finiscono le strade”

Provincia D’Italia
a mio avviso la prima perla, una “denuncia” di come la bella provincia italiana non è pronta ai cambiamenti, seppure tutto il mondo è cambiato.

Fare le Valigie
E’ il primo singolo dell’album, anzi a dire il vero l’ha preceduto.

Per Tutto Il Tempo
semplicemente una canzone d’amore… da ascoltare…. magari in 2

Ca**o Che Bello L’Amore
Secondo singolo dell’album… semplicemente un “classico” inno all’amore, che riesce anche a far guarire. Su Twitter Jovanotti l’ha definita una fi**ta!

Senza Strade
La seconda perla dell’album e forse la canzone che meglio rappresenta la copertina, uno struggente ricordo del padre e dei suoi insegnamenti.

Riccione-Alexander Platz
Seconda denuncia dell’album, stavolta contro “i giovani” degli anni 80, che seppur animati di buoni propositi non hanno concluso nulla di buono per questa società e questo mondo.

Liberi Di Andare
Critica o consapevolezza… e continua voglia “del viaggio”… un esame di quello che si è o forse che non si è… uomini d’oggi.

Una Lacrima
Altra canzone d’amore, verso la propria compagna ma anche presa di consapevolezza di quel che accade quando si diventa genitori, ma in fondo ci si sente ancora figli.

Madre
Struggente ricordo/dedica alla madre.  “Madre che sei andata via madre e non so niente di te”…

Il fiume (bonus track solo per itunes.
Carboni propone la sua prima canzone scritta a 14 anni per quello che era il suo gruppo allora… bisogna dire che già prometteva bene…

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Lezioni di vita…trovate online

Lezione n° 1

Un uomo va sotto la doccia subito dopo la moglie e nello stesso istante suonano al campanello di casa.
La donna avvolge un asciugamano attorno al corpo, scende le scale e correndo va ad aprire la porta: è Giovanni, il vicino.
Prima che lei possa dire qualcosa lui le dice: “ti do 800 Euro subito in contanti se fai cadere l’asciugamano!”
Riflette e in un attimo l’asciugamano cade per terra… Lui la guarda a fondo e le da la somma pattuita. Lei, un po’ sconvolta, ma felice per la piccola fortuna guadagnata in un attimo risale in bagno. Il marito, ancora sotto la doccia le chiede chi fosse alla porta. Lei risponde: “era Giovanni”. Il marito: “perfetto, ti ha restituito gli 800 euro che gli avevo prestato?”

Morale n° 1:

Se lavorate in team, condividete sempre le informazioni!

 

Lezione n° 2

Al volante della sua macchina, un attempato sacerdote sta riaccompagnando una giovane monaca al convento.
Il sacerdote non riesce a togliere lo sguardo dalle sue gambe accavallate.
All’improvviso poggia la mano sulla coscia sinistra della monaca. Lei lo guarda e gli
dice: “Padre, si ricorda il salmo 129?” Il prete ritira subito la mano e si perde in
mille scuse. Poco dopo, approfittando di un cambio di marcia, lascia che la sua mano sfiori la coscia della religiosa che imperterrita ripete: “Padre, si ricorda il salmo 129?” Mortificato, ritira la mano, balbettando una scusa. Arrivati al convento, la monaca scende senza dire una parola. Il prete, preso dal rimorso dell’insano gesto si precipita sulla Bibbia alla ricerca del salmo 129.

“Salmo 129: andate avanti, sempre più in alto, troverete la gloria…”

Morale n° 2:

Al lavoro, siate sempre ben informati!

 

Lezione n° 3

Un rappresentante, un impiegato e un direttore del personale escono dall’ufficio a mezzogiorno e vanno verso un ristorantino quando sopra una panca trovano una vecchia lampada ad olio. La strofinano e appare il genio della lampada.
“Generalmente esaudisco tre desideri, ma poiché siete tre, ne avrete uno ciascuno”. L’impiegato spinge gli altri e grida: “tocca a me, a me….Voglio stare su una spiaggia incontaminata delle Bahamas, sempre in vacanza, senza nessun pensiero che potrebbe disturbare la mia quiete”. Detto questo svanisce. Il rappresentante grida: “a me, a me, tocca a me!!!! Voglio gustarmi un cocktail su una spiaggia di Tahiti con la donna dei miei sogni!” E svanisce. Tocca a te, dice il genio, guardando il Direttore del personale.

“Voglio che dopo pranzo quei due tornino al lavoro!”

Morale n° 3:

Lasciate sempre che sia il capo a parlare per primo!

 

Lezione n° 4

In classe la maestra si rivolge a Gianni e gli chiede: ‘Ci sono cinque uccelli appollaiati su un ramo. Se spari a uno degli uccelli, quanti ne rimangono?’
Gianni risponde: “Nessuno, perché con il rumore dello sparo voleranno via tutti”.
La maestra: “Beh, la risposta giusta era quattro, ma mi piace come ragioni”.
Allora Gianni dice “Posso farle io una domanda adesso?”
La maestra: Va bene.
“Ci sono tre donne sedute su una panchina che mangiano il gelato. Una lo lecca delicatamente ai lati, la seconda lo ingoia tutto fino al cono, mentre la terza dà piccoli morsi in cima al gelato. Quale delle tre è sposata?” L’insegnante arrossisce e risponde: “Suppongo la seconda… quella che ingoia il gelato fino al cono”.
Gianni: “Beh, la risposta corretta era quella che porta la fede, ma… mi piace come ragiona”!!!

Morale n° 4: Lasciate che prevalga sempre la ragione.

Lezione n° 5

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote.
Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose: “Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo”.
Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:
“Oggi è primavera e io non posso vederla”.

Morale n° 5: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

 

Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità, rispondi che l’Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti….
Per scoprire il valore di un anno, chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all’esame finale.
Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto.
Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all’editore di una rivista settimanale.
Per scoprire il valore di un’ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi.
Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l’aereo.
Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente.
Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento.
Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore.
Condividilo con una persona speciale, e diventerà ancora più importante.

 

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Nostalgia del futuro

Nostalgia del Futuro

Ho nostalgia
di quel che non sara’
per la troppa paura
di ripetere un passato
artefice di quel che sono.

Ho nostalgia
degli errori
che non commettero’
per la paura di commetterli.

E gia’ conosco
quel rimpianto
che mi attanagliera’
domani
quando,
accorgendomi
dell’immobilismo bastardo,
m’accorgero’ che,
perdendomi nel ricordo
non ho vissuto,
lasciandomi ancora
con quell’inusiale
nostalgia del futuro

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Nel genetliaco

Mentre s’aprono
nuove pagine
da scrivere
per questo
nuovo anno di vita,
un invito nasce
dall’anima.
Non porgetemi saluti
e festeggiamenti
non sentiti.
Cio’ che non viene
dal cuore,
inasprisce il mio.
Voci di chi,
per sangue o interesse
ha incrociato il mio cammino,
mi risultano lontane,
inutili;
mentre col fuoco,
redigo l’ennesimo bilancio
d’un anno passato, forse,
ancora poco vissuto.

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BANDO PREMIO NAZIONALE 2011 – POESIA EDITA – Leandro Polverini

con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Città di Anzio. 

Possono partecipare libri editi di poesia in lingua italiana. 

Tema libero. 2 copie – di cui una firmata dall’autore – dovranno essere spedite entro fine ottobre 2011 alla segreteria del premio: Tito Cauchi – via di Valle Schioia 255 – 00042 Lavinio – Roma. Tel. 06/90286930 – 389/5468825 – indirizzo mail: editotem@mclink.it 

Le opere dovranno essere accompagnate da una lettera su cui sono chiaramente indicati: nome – cognome – indirizzo – recapito telefonico dell’autore. 

Opere ammesse: 

Libri di poesia editi in Italia da gennaio 2005 a settembre 2011.
Sono ammesse anche opere stampate in proprio o presso tipografie. Nessuna quota di adesione. I premiati verranno avvisati tramite lettera. 

Premi:

Ai primi tre classificati saranno assegnate opere d’arte del pittore Valerio Giuffrè.
Dal quarto al decimo classificato saranno date attestazioni di merito contenenti la motivazione critica della premiazione. 

I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione e a ritirare personalmente il premio.
È ammessa delega al ritiro. 

Premiazione Domenica 27 novembre 2011, ore 10 – presso la Sala Conferenze dell’Hotel Lido di Garda – Piazza G. Caboto 8 – 00042 Anzio – Roma – tel. 069870354 

Giuria
Tito Cauchi (Presidente)
Monica Alessandrelli
 Gianfranco Cotronei
Marina Giudicissi Angelini
Valerio Giuffrè
Nicoletta Gigli (ufficio stampa)
Angela Di Paola (segretaria del premio). 

Gli autori autorizzano la pubblicazione di stralci di poesie sulla stampa che interverrà alla premiazione.
Tutte le opere spedite non saranno restituite.

I partecipanti accettano tutte le condizioni del presente bando.

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Un mio Haiku

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Vissi

Vissi
in quell’attimo,
tra lampo e tuono;
del buio,
prima della notte,
del silenzio
prima del vagito:
un momento
sospeso
nell’infinito tempo.

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Il mio ricordo di un grande uomo.

Riporto l’articolo che è stato pubblicato sul “mio” giornalino parrocchiale.
Penso di non offendere nessuno e, comunque, espirmo quello che penso e che sento.
Giovanni Paolo II è sicuramente stato un grande uomo oltre che, a mio avviso, un grande Papa.

Gradirei che i commenti possano essere rivolti a quanto da me scritto e sulla sua figura e non,come purtroppo spesso accade, sulla “Chiesa”, sui “preti”, sul “potere” e via discorrendo.

Penso che persone come Papa Giovanni Paolo II possano e debbano essere giudicate per quanto fatto nella loro vita, per quanto detto, per quanto vissuto… come giustamente viene fatto con altre figure come Madre Teresa, Martin Luther King, Ghandhi, il Dalai Lama, etc etc etc.

 

Bianca Pietra & Ora il cuore e' leggero

 

Se mi viene chiesto di riflettere sulla figura di Karol Józef Wojtyła non mi viene in mente un suo discorso ma tanti piccoli flash che assieme compongono la figura di quello che a torto o ragione io considero come “il mio” Papa.

Come prima cosa mi risuona nella testa la canzone di Minghi “Un uomo venuto da molto lontano “:
“Un uomo che parte, vestito di bianco, per mille paesi e non sembra mai stanco “, quanto ha viaggiato per il mondo questo successore di Pietro, portando la Parola e l’Amore in ogni continente!Poi mi viene in mente la sera della sua morte e l’indecisione se prendere la macchina e  partire per andare a salutarlo o restare a casa; poi ancora il funerale e quel Vangelo che non voleva saperne di rimanere chiuso;  e ancora  i suoi occhi carichi di vita, il suo gesto di stizza dalla finestra quando non riusciva a parlare, l’elezione e quel suo voler essere amico e l’umiltà di quel “se sbaglio mi corriggerete”.
Altri flash s’affacciano nella memoria: l’attentato e l’apprensione, il bastone ruotato alla GMG, il giubileo del 2000…
Poi ancora altri ricordi, come ondate, come quando si pensa a qualcuno “di famiglia” che ci ha lasciato…

Nel mio piccolo sono stato fortunato in quanto sono riuscito ad incontrarlo 2 volte, la prima volta a 12 anni, nei giardini vaticani, quando andai a Roma come chierichetto per la beatificazione di don Giovanni Mazzucconi: era il 1984 e ricordo che, mentre visitavamo appunto i giardini, qualcuno avvisò il Pontefice che c’era questo gruppo di “ragazzi” in visita e lui, tra un impegno e l’altro, si fermò con noi per ringraziarci della presenza, per salutarci e per benedirci ed esortarci a continuare nel nostro impegno.
La seconda volta che lo incontrai fu’ per per la IV Giornata Mondiale della Gioventù  nel 1989 a Santiago de Compostela.
A parte l’esperienza indimenticabile di quel viaggio e pellegrinaggio, a parte il rendermi conto per la prima volta che la Chiesa è davvero “una , santa, cattolica e apostolica”, ricordo ancora la trepidazione e l’attesa del suo arrivo al monte Gozo per la veglia e le sue parole:
A voi, giovani, il compito di farvi testimoni in mezzo al mondo di oggi della verità sull’amore. È una verità esigente, che spesso contrasta con le opinioni e con gli “slogans” correnti. Ma è l’unica verità degna di esseri umani, chiamati a far parte della famiglia di Dio!
Parole ancora attuali in un mondo che forse non ha ancora imparato ad amare.

Probabilmente, come in un gioco, scavando nella memoria altri ricordi, gesti, parole, sguardi, attimi di vita, verrebbero in mente (per esempio le sue purtroppo frequenti visite al “Vaticano III” come lui definiva il policlinico Gemelli di Roma, le “via Crucis” al Colosseo, compreso l’ultima che fece inginocchiato davanti alla tv, la prima mail spedita, l’intervento in diretta Tv da Bruno Vespa), ma ora che, come la folla ha chiesto dal momento stesso della sua,   morte, questo servo di Dio viene innalzato agli onori degli altari, un sorriso si affaccia sul mio viso e la gioia invade il mio animo perché mi sento onorato di aver, seppur per poco, incrociato il mio cammino con un uomo che con la sua vita e soprattutto con la sofferenza dei suoi ultimi anni  mi ha insegnato con i gesti e non solo con le parole che  “amare e portare la croce” non è una cosa impossibile e che ogni uomo, perché lui è rimasto uomo fino all’ultimo momento, può e deve essere  “santo”  ripagando  senza porsi troppe domande l’amore che Dio ha per noi,  senza avere “paura ad aprire, anzi spalancare, le porte a Cristo che sa cosa è dentro l’uomo e che ci parla con parole di vita, sì, di vita eterna!

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E-migranti

Partimmo in una notte nera come la nostra pelle.
In 150 su una barcarola che non riusciva a contenerci.
Tutti in piedi, ammassati a combattere col freddo, col sale, contro l’acqua, la paura.
Il silenzio interrotto dal pianto di qualche bimbo, prontamente soccorso dal seno della madre.
Abbiamo investito i risparmi di una vita per una nuova vita.
Non ci guardiamo neppure negli occhi.
Abbiamo lasciato un passato, il nostro passato, senza conoscere il futuro.
Cerchiamo d’affondare le speranze nelle nostre raidici: volti, voci,madri, padri, mogli,mariti, figli…lasciati alle nostre spalle, per non rischiare, ma forse rischiano più di noi che senza saper nuotare affrontiamo il mare.
Ci hanno detto che andremo a nord, ma cos’è il nord? La luce di quella stella luminosa? Una convenzione? Una speranza? Un’incognita?
Non è amico il mare, s’ingrossa, quacluno vomita dai parapetti ormai marci dal sale.
Ora qualcuno urla, qualcuno prega…

Son 3 giorni che navighiamo… poca acqua, qualche panino secco… niente servizi… il sole quando si alza, brucia anche la nostra pelle.
Non si vede la meta…

Ci chiamano migranti, profughi, clandestini… ma siamo solo uomini in cerca qualcosa di meglio, di un futuro.
Ci accontenteremo delle briciole che cadranno dalle tavole di chi non avremo il coraggio di guardare in viso.
Nessuno ci darà quella dignità che perdemmo ancora prima di partire.

Un rumore, una vedetta…. ci scortano, forse non moriremo in questo mare anche se dentro siamo già morti, ci siamo venduti l’anima per un viaggio senza conoscerne la meta.
Alzo lo sguardo, anche se non è ancora agosto, vedo la mia stella cadente…

 

 

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