Come pergamena
mercoledì, marzo 9th, 2011Vorrei usare
il tuo corpo
come pergamena
intingendo
l’inchiostro
non scriverei romanzi,
ne poesie,
ma quell’unica parola
a rappresentarti
per quel che sei:
Amore.
![]()
Vorrei usare
il tuo corpo
come pergamena
intingendo
l’inchiostro
non scriverei romanzi,
ne poesie,
ma quell’unica parola
a rappresentarti
per quel che sei:
Amore.
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Una sola domanda
nella mia mente:
perchè mi vuoi
come cane al guinzaglio,
pronto ad essere strattonato
al primo passo lontano?
Non è tenendo
l’aquila
in gabbia
che sarà tua:
l’avrai solo quando
planando,
mangerà
dalle tue mani.
Lasciando scivolare
il tuo scialle di seta,
ti mostrasti a me
vestita solo di luna.
Morbida e sunsuale
t’avvicinasti
mostrandoti senza timore.
Seduta sulle mie ginocchia
ci baciammo,
guardandoci negli occhi,
scambiandoci i sapori,
respirando l’altrui fiato,
fino al sorgere del sole.
Una notte
passata a tracciare
la mappa dei tuoi nei,
a contare i tuoi sospiri;
a godere dei tuoi gemiti.
Una notte
passata ad amare,
ad amarci,
finché giunse l’ora
di separarci:
“è così tardi
che è quasi presto”.
M’innamorai
del tuo sguardo,
ti donai
il cuore.
Passarono anni
e stagioni,
che mi videro foglia
attaccata al tuo ramo,
in attesa d’ un alito
di vento
e del calore
del sole.
Ancor oggi resisto
e se mai dovessi cadere
sorridero’,
perche’ finalmente,
allora,
t’accarezzereri
Gomitolo aggrovigliato
l’amore;
preso nell’insieme
dona morbidezza,
a districarlo
non basta una vita.
In questa partita
senza fine,
“mai piu’ come te”:
meglio perdere
amando
che vincere
senza avere amato.
Alzo lo sguardo al cielo,
cercando la stessa stella,
lo stesso orizzonte.
sentendoti ancora
accarezzarmi
il cuore.
M’abbandonai
alle onde del mare.
Mi ritrovai
cullato tra le tue braccia.
Le tue mani addosso,
la tua lingua sulla pelle,
la tua bocca sul mio sesso,
i tuoi capelli sul mio petto,
la tua voglia urlata
nella mia gola,
il mio sudore,
il tuo stupore,
i tuoi occhi,
i sospiri,
le parole non dette,
le lacrime,
le tue carezze,
attimo che duran una vita,
una vita in attesa di quell’attimo.
Non chiederò
di sapere
quello che
non vuoi dire;
non aspetterò
parole che
non vogliono
essere udite.
Aspetterò un sorriso,
o una lacrima,
un lamento,
o un sospiro,
oppure semplicemente
accompagnerò
il tuo silenzio,
senza paure,
nè domande,
ma semplicemente
standoti accanto.
Uno sguardo,
labbra sfiorate:
anime unite
in un attimo
che resta per sempre