Posts Tagged ‘Brazir’

Vissi

lunedì, maggio 16th, 2011

Vissi
in quell’attimo,
tra lampo e tuono;
del buio,
prima della notte,
del silenzio
prima del vagito:
un momento
sospeso
nell’infinito tempo.

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Il mio ricordo di un grande uomo.

domenica, maggio 1st, 2011

Riporto l’articolo che è stato pubblicato sul “mio” giornalino parrocchiale.
Penso di non offendere nessuno e, comunque, espirmo quello che penso e che sento.
Giovanni Paolo II è sicuramente stato un grande uomo oltre che, a mio avviso, un grande Papa.

Gradirei che i commenti possano essere rivolti a quanto da me scritto e sulla sua figura e non,come purtroppo spesso accade, sulla “Chiesa”, sui “preti”, sul “potere” e via discorrendo.

Penso che persone come Papa Giovanni Paolo II possano e debbano essere giudicate per quanto fatto nella loro vita, per quanto detto, per quanto vissuto… come giustamente viene fatto con altre figure come Madre Teresa, Martin Luther King, Ghandhi, il Dalai Lama, etc etc etc.

 

Bianca Pietra & Ora il cuore e' leggero

 

Se mi viene chiesto di riflettere sulla figura di Karol Józef Wojtyła non mi viene in mente un suo discorso ma tanti piccoli flash che assieme compongono la figura di quello che a torto o ragione io considero come “il mio” Papa.

Come prima cosa mi risuona nella testa la canzone di Minghi “Un uomo venuto da molto lontano “:
“Un uomo che parte, vestito di bianco, per mille paesi e non sembra mai stanco “, quanto ha viaggiato per il mondo questo successore di Pietro, portando la Parola e l’Amore in ogni continente!Poi mi viene in mente la sera della sua morte e l’indecisione se prendere la macchina e  partire per andare a salutarlo o restare a casa; poi ancora il funerale e quel Vangelo che non voleva saperne di rimanere chiuso;  e ancora  i suoi occhi carichi di vita, il suo gesto di stizza dalla finestra quando non riusciva a parlare, l’elezione e quel suo voler essere amico e l’umiltà di quel “se sbaglio mi corriggerete”.
Altri flash s’affacciano nella memoria: l’attentato e l’apprensione, il bastone ruotato alla GMG, il giubileo del 2000…
Poi ancora altri ricordi, come ondate, come quando si pensa a qualcuno “di famiglia” che ci ha lasciato…

Nel mio piccolo sono stato fortunato in quanto sono riuscito ad incontrarlo 2 volte, la prima volta a 12 anni, nei giardini vaticani, quando andai a Roma come chierichetto per la beatificazione di don Giovanni Mazzucconi: era il 1984 e ricordo che, mentre visitavamo appunto i giardini, qualcuno avvisò il Pontefice che c’era questo gruppo di “ragazzi” in visita e lui, tra un impegno e l’altro, si fermò con noi per ringraziarci della presenza, per salutarci e per benedirci ed esortarci a continuare nel nostro impegno.
La seconda volta che lo incontrai fu’ per per la IV Giornata Mondiale della Gioventù  nel 1989 a Santiago de Compostela.
A parte l’esperienza indimenticabile di quel viaggio e pellegrinaggio, a parte il rendermi conto per la prima volta che la Chiesa è davvero “una , santa, cattolica e apostolica”, ricordo ancora la trepidazione e l’attesa del suo arrivo al monte Gozo per la veglia e le sue parole:
A voi, giovani, il compito di farvi testimoni in mezzo al mondo di oggi della verità sull’amore. È una verità esigente, che spesso contrasta con le opinioni e con gli “slogans” correnti. Ma è l’unica verità degna di esseri umani, chiamati a far parte della famiglia di Dio!
Parole ancora attuali in un mondo che forse non ha ancora imparato ad amare.

Probabilmente, come in un gioco, scavando nella memoria altri ricordi, gesti, parole, sguardi, attimi di vita, verrebbero in mente (per esempio le sue purtroppo frequenti visite al “Vaticano III” come lui definiva il policlinico Gemelli di Roma, le “via Crucis” al Colosseo, compreso l’ultima che fece inginocchiato davanti alla tv, la prima mail spedita, l’intervento in diretta Tv da Bruno Vespa), ma ora che, come la folla ha chiesto dal momento stesso della sua,   morte, questo servo di Dio viene innalzato agli onori degli altari, un sorriso si affaccia sul mio viso e la gioia invade il mio animo perché mi sento onorato di aver, seppur per poco, incrociato il mio cammino con un uomo che con la sua vita e soprattutto con la sofferenza dei suoi ultimi anni  mi ha insegnato con i gesti e non solo con le parole che  “amare e portare la croce” non è una cosa impossibile e che ogni uomo, perché lui è rimasto uomo fino all’ultimo momento, può e deve essere  “santo”  ripagando  senza porsi troppe domande l’amore che Dio ha per noi,  senza avere “paura ad aprire, anzi spalancare, le porte a Cristo che sa cosa è dentro l’uomo e che ci parla con parole di vita, sì, di vita eterna!

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E-migranti

giovedì, aprile 14th, 2011

Partimmo in una notte nera come la nostra pelle.
In 150 su una barcarola che non riusciva a contenerci.
Tutti in piedi, ammassati a combattere col freddo, col sale, contro l’acqua, la paura.
Il silenzio interrotto dal pianto di qualche bimbo, prontamente soccorso dal seno della madre.
Abbiamo investito i risparmi di una vita per una nuova vita.
Non ci guardiamo neppure negli occhi.
Abbiamo lasciato un passato, il nostro passato, senza conoscere il futuro.
Cerchiamo d’affondare le speranze nelle nostre raidici: volti, voci,madri, padri, mogli,mariti, figli…lasciati alle nostre spalle, per non rischiare, ma forse rischiano più di noi che senza saper nuotare affrontiamo il mare.
Ci hanno detto che andremo a nord, ma cos’è il nord? La luce di quella stella luminosa? Una convenzione? Una speranza? Un’incognita?
Non è amico il mare, s’ingrossa, quacluno vomita dai parapetti ormai marci dal sale.
Ora qualcuno urla, qualcuno prega…

Son 3 giorni che navighiamo… poca acqua, qualche panino secco… niente servizi… il sole quando si alza, brucia anche la nostra pelle.
Non si vede la meta…

Ci chiamano migranti, profughi, clandestini… ma siamo solo uomini in cerca qualcosa di meglio, di un futuro.
Ci accontenteremo delle briciole che cadranno dalle tavole di chi non avremo il coraggio di guardare in viso.
Nessuno ci darà quella dignità che perdemmo ancora prima di partire.

Un rumore, una vedetta…. ci scortano, forse non moriremo in questo mare anche se dentro siamo già morti, ci siamo venduti l’anima per un viaggio senza conoscerne la meta.
Alzo lo sguardo, anche se non è ancora agosto, vedo la mia stella cadente…

 

 

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Cambiare

mercoledì, marzo 30th, 2011

Cambiare
umano desiderio
del nuovo,
reagendo agli eventi,
voltando pagine,
battendo nuovi sentieri,
cercando
nuove identita’,
ma in fondo
rimanendo
coerentemente
se stessi.

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Come pergamena

mercoledì, marzo 9th, 2011

Vorrei usare
il tuo corpo
come pergamena
intingendo
l’inchiostro
non scriverei romanzi,
ne poesie,
ma quell’unica parola
a rappresentarti
per quel che sei:
Amore.

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Dubbio

mercoledì, marzo 2nd, 2011

Ho perso giorni
e notti
aspettando
sbocciasse un fiore,
che mai vidi,
perchè tenevo
gli occhi chiusi
ed ora
che li ho aperti,
non ne sento il profumo.

Mentre scende la notte
mi chiedo
se domani mi sveglierò
per viverlo,
per sognarlo di nuovo
o per dimenticarlo.

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Polvere nella polvere

sabato, febbraio 26th, 2011

Raccogliendo cocci
di cielo,
trovai luccichii di stelle,
ma nessun battito
di vita.
Mosaico crollato,
dal disegno incerto:
giorni senza colore,
ingrigiti dal nulla.
Polvere,
nella povere,
attendo la notte,
per alzar lo sguardo
ricercando
la vera luce,
della luna.

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Si rincomincia

mercoledì, febbraio 16th, 2011

E si rincomincia, dopo esattamente 45 giorni torno in ufficio ma non nell’ufficio dal quale ci siamo “visti” negli ultimi 3 anni.
Già so che sarò vicino ai 2 capetti, che il lavoro sarà più frentico, ma che sarò più vicino a casa, che la moto non avrà un posto al coperto, che il caffè sarà quello delle macchinette, che (conoscendomi) torneranno i mal di stomaco e i mal di testa, che non potrò controllarmi le mail, che tutto sarà più controlato, che (forse) avrò più vita sociale….
Lo ammetto, un po’ di delusione c’è… ma cerco di non fermarmi alle apparenze e di andare con lo spirito di chi cerca sempre qualcosa di positivo.

Un ringraziamento particolare a chi si è ricordato e mi ha fatto gli in bocca al lupo….

It’s Time!

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Senza capire

sabato, febbraio 5th, 2011

Confuso,
resto senza parole;
indeciso,
tra l’essere usato
e il menefreghismo,
lascio cadere i pensieri,
aspettandomi il nulla
da chi
non vede altro
che se stesso.

Tornero ad essere nessuno,
esasperando quel che sono,
mordendo il freno,
ascoltando senza rispondere,
rispondendo senza pensare,
immaginando ciò che sarebbe stato,
giocando semplicemente
ancora,
nascondendomi.

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Noi, poveri “ragazzi” degli anni 80 e la tv – prima parte

venerdì, gennaio 28th, 2011

Oggi, vorrei iniziare a parlare della mia generazione.
Quella nata sul finire del boom economico italiano del secolo scorso, che hanno passato l’infanzia nella “crisi” degli anni ’70 e l’adolescenza e la giovinezza negli anni ’80.

Quella generzione che è “nata” assieme alla televisione in tutte le case e che ne ha visto il passare dal bianco e nero al colore.

Già, la televisione…. ma vi rendete conto di quanto ci abbia potuto “traumatizzare” e indirizzare male.

Già dal mattino ci facevano prima vedere un immagine più o meno come queste:

Con un BIIIIIIIIIIIP di sottofondo continuo e fastidiosissimo, per poi ipnotizzarci con video in loop dell’apertura delle trasmissioni:

Immagini fisse e colorate… poi “loop” di disegni geometrici… che fosse tutto organizzato da qualche “ipnotizzatore”?

Poi, spesso partiva un filmato, sempre e solo musicale, dove ci venivano raccontate varie scene esterne di una famiglia, io ricordo la visita allo zoo…

Infine, se tutto andava bene, iniziavano finalmente le vere trasmissioni, a meno che non partisse l’immancabile “intervallo”:

Musiche rilassanti, certo, ma che a noi bambini facevano restare come “ebeti” in attesa di quello che veniva dopo….

E cosa veniva dopo? Ma i cartoni animati! E qui si apre un mondo a se’ stante…

Heidi: sfortunata bambina rimasta orfana che vive col nonno in una baita e a cui “le caprette fanno ciao”, che ha come amici “mu mu, cip cip, be be”, che vive dove la “neve candida come latte di nuvola”, che canta lo jodel col suo nome: “Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi – Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi -Ho-la-lai-di, Lai-di, Lai-di, Lai-di, Ha-ho” e che si fa i “trip” sulle nuvole:

Remì: Altro bambino sfortunato, che va in giro per il mondo suonando l’arpa e facendo ballare “la scimmietta e il cane”, non ha una casa ma a cui basta un pote, e chissenefrega se non mangia, l’importate è stare in compagnia!!

Candy Candy: altra bambina sfortunella che però è allegreia, simpatia, zucchero filato, che non è mai sola nemmeno nella neve più bianca e alta (come latte di nuvola???), che gira sempre col suo gatto…e che, assieme a Georgie (che corre felice nel prato…) ha sdoganato il rapporto incestuoso tra fratelli (la prima che è interessata a Terence il quale sembra però più interessato a Antony – non poteva mancare l’omossessualità -  mentre la seconda viene “scaldata” dal corpo del fratello sul suggerimento dello zio…).

La lista però DEVE assolutamene continuare: che dire di Pollon, la figlia di Zeus prima pusher dichiarata che andava in giro a dispensare una polverima magica che sembra talco ma non è serve a darti l’allegria? Se lo lanci o lo respiri ti da’ subito l’allegria???


E che dire di Spank? Cane innamorato di una gatta?

E di Lady Oscar, prima trasgender mondiale e anticipatrice delle donne nell’esercito?
Questa tipetta il cui padre voleva un maschietto è diventata nientemeno che capo (non capa!!!) delle guardie reali, Altro che drag queen o Vladimir Luxuria!

Nello stesso filone non va’ però dimentico/a RANMA cui bastava dell’acqua per passare da uomo a donna….

Se prima abbiamo parlato di omosessualità maschile, per par condicio dobbiamo ricordare Sailor Moon che ci ha fatto conoscere con largo anticipo le coppie di fatto (Sailor Uranus e Sailor Neptune).
Capitolo a parte per Puffetta, unica fanciulla in mezzo a una miriade di omini blu… un inno alla promiscuità, chissà chi saranno i padri dei baby puffi!!!

Altra menzione speciale va fatta per tutti quei cartoni che “incitano” alla violenza sulle donne: “Mimi’”, Jenny la tennista”, “Maya” che, più o meno volontariamente venivano vessate e maltrattate da allenatori, compagni, registi…

Ma per concludere questa prima parte, vorrei segnalare l’incubo dei maschietti:

Venus e i suoi missili fotonici, potete capire il “trauma” nel vedere cosa erano e da dove partivano i missili?

Trauma superato (a aumentato) abbondantemente anni dopo con l’avvento di Bay watch e Pamela Anderson…ma questa è un’altra storia e soprattutto un’altra puntata….

P.s. Potete ora iniziare a capire perchè la mia generazione è così “complessata”???

つづく

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