Articoli marcati con tag ‘Brazir’
In sogno
M’abbandonai
alle onde del mare.
Mi ritrovai
cullato tra le tue braccia.
Voglio
Le tue mani addosso,
la tua lingua sulla pelle,
la tua bocca sul mio sesso,
i tuoi capelli sul mio petto,
la tua voglia urlata
nella mia gola,
il mio sudore,
il tuo stupore,
i tuoi occhi,
i sospiri,
le parole non dette,
le lacrime,
le tue carezze,
attimo che duran una vita,
una vita in attesa di quell’attimo.
Alzati e combatti
Alzati e combatti,
se ancora ci credi.
Alzati e combatti,
se vuoi chiarezza.
Alzati e combatti,
se pensi sia giusto.
Alzati e combatti,
se ancora pretendi
d’esistere.
Alzati e combatti
per quello che sei,
per quello che vuoi,
con le tue forze e i tuoi pensieri.
Alzati e combatti,
agisci, chiedi, urla, pretendi
perche’ il silenzio, l’inerzia,
semplicemente allontana,
rendendo sterile
anche il dolore.
Forse di piu’…
Una mattina come tante altre: la sveglia che suona, bagno, colazione, lavoro…
Solita vita, soliti dejavu quitidiani.
Cambiano le macchine che incontri sulla strada o i colleghi che incontri davanti al badge, ma non cambia la sostanza: Pc, telefono, fax, mail.. nessuna “botta di vita”… nessun colpo all’anima.
Cerchi qualcosa per darti una spinta, un po’ di voglia, un polase per il morale, un multicentrum per lo spirito ma…nulla!!!
Il cellulare ti vibra in tasca, “ecco – pensi – ci mancava qualcuno che rompe“.
Un messaggio, anzi un mms.
Una foto, un oggetto che tu ben conosci… appoggiato su un comodino, poche parole:
“E’ sempre qui sul comodino, ogni tanto lo prendo in mano e mi ci ritrovo”.
Di colpo vedi il sole oltre le nubi, la pioggia da acida diventa dolce, un sorriso da ebete ti si stampa sul volto, tanto che i colleghi ti chiedono se va tutto bene.
Ti alzi, vai a prendere un caffe’ della macchinetta e ti sembra quello fatto nel migliore bar della citta’.
“Allora… a qualcosa e’ servito” e’ l’unico pensiero che ti frulla per il cervello.
Torni alla tua postazione e le mail ti sembrano poche, il telefono non e’ nemico, il pc diventa compagno di condivisione e non piu’ compagno di sventura.
Sai che questa senzazione durera’ poco, sai che tra poche ore tutto sara’ tornato normale, ma un messaggio ti ha riportato un po’ di quella voglia che ormai pensavi perduta, pero’ ti porta ancora a fare qualche progetto, che sicuramente accantonerai, ma la scintilla scocca….. potere di un messaggio…forse di piu’ che un abbraccio
offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. GrazieI moti dell’anima – seconda edizione

Questo e’ l’attestato di partecipazione al concorso “I MOTI DELL’ANIMA” a cui ho partecipato con 3 poesie: Scrivo per me, Se vuoi essermi amico e Domande dal cuore.
Per informazioni sulla serata finale della manifestazione potete leggere qui: positanonews.
Io sono stato tra i pochi poeti non presenti e so che e’ stata letta dall’attore “Se vuoi essermi amico”.
Il meccanismo della manifestazione prevedeva che ogni autore doveva votare per la composizione che piu’ l’aveva colpito.
Gli autori non presenti avevano comunque 1 voto d’ufficio. Io ho ricevuto 3 voti.
Non e’ il primo concorso a cui ho partecipato ma e’ il primo che, oltre ai finalisti e ai segnalati, avvisa e rende partecipi anche tutti gli altri.
Volevo ringraziare Chao che mi ha segnalato il concorso e l’architetto Maria Rosaria Manzini, curatrice della manifestazione, che mi ha sempre risposto fugando ogni mio dubbio e anzi, ringraziandomi, per le critiche da me esposte.
Ora lascio la “parola” a chi la serata l’ha vissuta.
“Serata primaverile a pochi metri dal mare; tra i turisti che girano, alcuni si dirigono nei locali del Museo del Viaggio di Positano.
Non sono turisti, ma poeti, richiamati dalla manifestazione “I moti dell’Anima”, un’ iniziativa arrivata alla seconda edizione,
che ha riscosso e confermato un interesse attento e, considerando la posizione e la popolazione del paese, anche piuttosto numeroso.
44 poeti presentano i loro “moti dell’anima”, ”foto” dei loro stati d’animo o delle sensazioni suscitate da avvenimenti o pensieri.
Qualcuno assente, sicuramente forzato, ma la presenza era resa quasi tangibile dalle sue parole affidate alla lettura di un giovane attore della compagnia dei Murattori.
Anime di ogni età: ragazzini, adolescenti e signori/e attempati e rappresentanti una buona parte d’Italia e anche un pò di estero, leggono con sentimento quello che hanno messo sui fogli bianchi.
Due poesie lette dai poeti presenti ed una recitata dagli attori per coloro che non potevano esserci.
Da spettatrice, qualche difficoltà a seguire l’audio di tutte le letture. Sarebbe stato bello avere i testi per non perdere parole che in una poesia non sono mai inutili o superflue.
Ogni sei poesie, un piccolo intermezzo musicale, affinchè si potesse riflettere e ordinare nella mente quanto ascoltato.
Poesie lunghe come piccoli racconti e argomenti tra i più vari. Spesso è stato ricordato il paese, forse da coloro che se ne sono allontanati, o la sua vita: il mare, i pescatori, la luna. Molti versi dedicati ai propri cari, altri a persone che hanno lasciato un segno nella storia.
La serata scorre tranquilla, nel clima che solo l’amore per la cultura e il sentimento possono creare.
Quando tutte le sensazioni sono state espresse, mentre i presenti si rifocillano ad un piccolo buffet, i poeti sono occupati dalla votazione.
Ognuno di essi dovrà esprimere tre preferenze; ai non presenti viene assegnato un voto “d’ufficio”, in modo da partire alla pari.
Anche ai presenti non poeti sarebbe piaciuto esprimere un giudizio, ma… era giusto che fosse un discorso tra intenditori.
Una professoressa romana, prima della premiazione, discorre sugli haiku: li presenta, li spiega, ne legge alcuni. Molti in sala li conoscevano già; forse solo qualcuno non sapeva cosa fosse questa sintetica forma espessiva giapponese. Premia alcuni haiku dei ragazzi delle scuole che hanno seguito le sue lezioni e, in breve, imparato a comporre queste piccole poesie.
I poeti sono attenti; è il momento di leggere i prescelti. Qualcuno con aria tranquilla si è servito al buffet, ma molti sono rimasti seduti al loro posto, evidentemente compresi nel momento.
Terzo posto: Chiara Baistrocchi, liceale di Napoli, con una poesia ispirata al mare: “Io e il mare”
Secondo posto: Vincenzo Russo, della provincia di Napoli, con un lungo testo in dialetto dedicato a Karol Woitila: “A vuluntà ‘e Dio, Karol ‘na
penna e ‘a mana mia”.
Vincitrice Giovanna Parlato, ragazza poco più che ventenne di Positano , con “Vorrei..” .
Il suo desiderio di vivere intensamente, di vivere bene, di essere e non di adeguarsi, è passato attraverso i desideri espressi in “Vorrei”…
E’ passata la sincerità della speranza e la speranza di chi (ancora?) crede nell’impegno di vivere.
Ai tre finalisti un piatto in ceramica; a tutti i partecipanti, assenti compresi, un attestato di partecipazione.
La serata per gli spettatori si conclude con la risalita verso casa con qualche bella emozione in più di cui parlare.
Per i poeti e gli organizzatori, una cena insieme; persone che non si conoscevano nella maggioranza dei casi, ma che sicuramente avranno saputo di cosa parlare e si saranno sentiti uniti e affiatati nel condividere la loro comune passione.
Per tutti l’appuntamento a tra qualche mese, in una sera di fine estate, per prendere in mano il frutto tangibile di questa esperienza: il libro che raccoglierà tutte le poesie presentate e qualche breve nota sugli autori.
Sarà un altro momento particolare di attenzione allo spirito.
I poeti che non hanno potuto leggere le proprie opere ad aprile, potranno farlo in quell’occasione e i “moti dell’anima, le “foto di pensieri”, saranno ancora una volta protagonisti.
In conclusione, una serata particolare, prima che il caos del turismo e delle attività estive incalzino; una serata di riflessione, una serata di cultura che non può che far bene a chiunque, compreso Positano e che avrà fatto tirar fuori qualche poesia da qualche cassetto chiuso da tempo. – Chao“
Da lontano
Consapevolmente
coperta
da pesante armatura,
affronti la vita
insegnando ad altri
cio’ che non sei,
ma che dovresti essere.
Mentre da lontano
osservo il tuo agire,
attendo che ti spogli e che,
come Francesco,
tu possa trovare la nuda
e difficile strada,
dell’esser te stessa.
Promessa
Non chiederò
di sapere
quello che
non vuoi dire;
non aspetterò
parole che
non vogliono
essere udite.
Aspetterò un sorriso,
o una lacrima,
un lamento,
o un sospiro,
oppure semplicemente
accompagnerò
il tuo silenzio,
senza paure,
nè domande,
ma semplicemente
standoti accanto.
La forza della decisione
Si alzo’ nel momento in cui non ebbe piu’ lacrime da versare, la caduta ormai era finita, facendola arrivare a raschiare il profondo dell’anima.
Aveva toccato il fondo e si ritrovava col culo per terra, come si suol dire e, quindi, era in uno di quei momenti che conosceva bene: o abbassava la testa, restando nelle tenebre o la rialzava guardando la luce.
Ci era gia’ passata, dejavu e ricordi annebbiati anche da prozac e cipralex.
Un bivio, una scelta, una moneta da lanciare in aria: se viene testa….
Ma in cuor suo aveva gia’ deciso e la forza della decisione (seppur non alleviava il dolore anzi, paradossalmente, lo aumentava; seppure non toglieva la paura anzi, paradossalmente, ne portava di nuova) lasciava intravedere un infinitesimale squarcio di pace e tranquillita’.
Solo pace e tranquillita’. Semplici cose, che da tanto, troppo mancavano nella sua vita.
Chissa’ come lui avrebbe reagito alla sua decisione, chissa’ a cosa rischiava di andare incontro.
Ma ormai aveva deciso e la forza della decisione divenne la sua forza, perche’ anche la sua scelta, in fondo era una scelta d’amore per se’, per lui…per la propria e altrui vita.
La sindone
Chi è mai quest’uomo?
Quest’uomo che ha sofferto,
che ha patito,
che ha dato la vita?
Di chi è questo corpo,
come foto, impresso
su di un telo?
Di chi è questo volto,
martoriato ma sereno?
Non so se sia di Cristo,
di un ladro o un truffatore,
so solo che ogni volta
che lo guardo
gioia e angoscia
combattono nel mio petto;
so solo che ogni volta
che lo guardo
mi sento piccolo uomo
davanti all’Amore Infinito
14/04/06
Sentiero
Mi ritrovai
per caso
sulla tua strada.
Ti studiai,
mi studiasti,
prima di scegliere
di provare
ad accompagnarci
in un pezzo del cammino.
Non v’è partenza,
non v’è traguardo,
solo la voglia
e l’intenzione,
del viaggio.



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