Muto mattino
venerdì, ottobre 15th, 2010Il silenzio urla,
tutto il suo essere.
Cammino scalzo
sulla rugiada del mattino.
Sveglia e torpore:
cercando la nuova strada,
osservo e vivo.
Il silenzio urla,
tutto il suo essere.
Cammino scalzo
sulla rugiada del mattino.
Sveglia e torpore:
cercando la nuova strada,
osservo e vivo.
Anche io voglio sostenere nel mio piccolo la ristrutturazione dell’oratorio della parrocchia che frequento.
Al momento e’ stata completata ma non ancora finita di pagare la ristruttirazione della sala polifunzionale (ex cinemateatro) GXXII.
Ma i sogni sono “grandi” e per finire “tutto il progetto” mancano ancora da rifare i campi sportivi e l’abbattimento e ricostruzione della palazzina dell’oratorio.
Inutile snocciolare qui le cifre.
Posso invece dirvi cosa ho pensato di fare per aiutare la raccolta fondi, anzi… ve lo faccio vedere:
Ho raccolto in questo “libricino” gli Haiku gia’ pubblicati in Fotografie di Pensieri aggiungendone alcuni altri scritti nei 2 anni dall’uscita di F.d.P.
Il costo di ogni libro è di 8 Euro + spese di spedizione. per ogni vendita circa 3 euro verranno donate all’iniziativa.
Avevo un sogno nel cuore ed è diventato Fotogradie di Pensieri, ora vorrei che il mio sogno(o parte di esso) possa aiutare a realizzare il sogno di tanti cuori, presenti e futuri.
Per ordinare il libro, cliccare sulla copertina o cliccare —>QUI<—-
Chiedo cortesemente a chi acquisterà il libro “solo” per questa finalità di avvisarmi via mail in modo da poter avere un conteggio aggiornato. Grazie
offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. GrazieIn questi minuti mia figlia inizia la nuova avventura della scuola primaria di secondo grado. Stamattina al suo risveglio l’ho vista spaesata. E’ tutta estate che cerchiamo di farle capire che sicuramente sara’ un cambiamento non solo “fisico” di scuola ma anche ti tempi, modi, ritmi, insegnanti, compagni…. ma ovviamente senza “provare” non se ne puo’ rendere conto. E d’un tratto l’ho vista “bambina” che vuole fare la grande e…”grande” che vuol essere ancora bambina. E io nonostante abbia 38 anni mi son sentito “vecchio”. Vecchio perche’ di media gli altri genitori dei compagni di mia figlia sono piu’ “anziani” di me (lo e’ stato finora sia all’asiilo che al “primo grado”), vecchio perche’ lei cresce…con le gioie e i dolori della crescita, vecchio perche’ “la mia scuola” era diversa nei tempi e nei programmi, vecchio perche’, forse, essendo figlia unica non ho forze “fresche” a tenermi occupato. Vecchio perche’ in fondo in fondo, come tutti i genitori, voglio il suo bene e il meglio per lei e mi sento come probabilmente si sentivano i mei genitori… che sicuramente hanno riposto sulle mie spalle le loro aspettative e i loro sogni, che magari anzi quasi sicuramente, non erano i miei ed io, seppur voglio evitare questa cosa, mi perdo a pensare cosa mi piacerebbe lei facesse nella sua vita, spesso dimenticandomi o volendo dimenticare che e’ la sua e non la mia vita.
E continuo a chiedermi… “sono vecchio?” o semplicemente “genitore”?
Lasciando scivolare
il tuo scialle di seta,
ti mostrasti a me
vestita solo di luna.
Morbida e sunsuale
t’avvicinasti
mostrandoti senza timore.
Seduta sulle mie ginocchia
ci baciammo,
guardandoci negli occhi,
scambiandoci i sapori,
respirando l’altrui fiato,
fino al sorgere del sole.
Una notte
passata a tracciare
la mappa dei tuoi nei,
a contare i tuoi sospiri;
a godere dei tuoi gemiti.
Una notte
passata ad amare,
ad amarci,
finché giunse l’ora
di separarci:
“è così tardi
che è quasi presto”.
Luna calante
culli l’ultimo
raggio di sole
M’innamorai
del tuo sguardo,
ti donai
il cuore.
Passarono anni
e stagioni,
che mi videro foglia
attaccata al tuo ramo,
in attesa d’ un alito
di vento
e del calore
del sole.
Ancor oggi resisto
e se mai dovessi cadere
sorridero’,
perche’ finalmente,
allora,
t’accarezzereri
Spesso non ci accorgiamo di quanto ci “leghiamo” alle persone.
E di quanto le persone in un lasso di tempo relativamente breve ci possano “entrare” in profondo.
Oggi mia figlia ha finito le elementari. Fine di un ciclo. Cambio di velocità. Inizio del “diventare grandi” ma… ieri al “saluto” alla sua maestra per 5 anni che tra l’altro andrà in pensione alla fine del mese… sembrava una fontana.
Un pianto a dirotto, con singhiozzo.
Un pianto “vero”.
Mi ha fatto tenerezza e mi ha fatto venire magone pure a me.
E ho iniziato a pensare a quanto mi è rimasto dei miei “maestri”.
La “mia” maestra delle elementari… donno siciliana che amava il suo lavoro e si vedeva.
Poi un vicepreside alle medie e 2 professori alle superiori: Italiano e Tecnica.
Persone che hanno lasciato qualcosa “oltre” alle semplici nozioni.
Persone che avrei piacere di incontare di nuovo e che se tornassi indietro vorrei conoscere e capire di più.
E allora ben vengano le lacrime… che ci fanno ricordare ancora di avere emozioini… e di essere vivi.
Anche se … sono lacrime “giovani” che semplicemente vorrebbero dire “ti voglio bene”.
T’ho vista,
danzare armoniosa
nella pioggia.
Leggera e sensuale
ridi mentre l’acqua ti bagna
il viso e le vesti.
Allarghi le braccia
coccolando il mondo
e me,
che felice,
ti vengo incontro,
accennando una melodia
per scaldare l’anima
e accompagnare
non piu’ i tuoi
ma nostri
passi.
Gomitolo aggrovigliato
l’amore;
preso nell’insieme
dona morbidezza,
a districarlo
non basta una vita.
In questa partita
senza fine,
“mai piu’ come te”:
meglio perdere
amando
che vincere
senza avere amato.
Alzo lo sguardo al cielo,
cercando la stessa stella,
lo stesso orizzonte.
sentendoti ancora
accarezzarmi
il cuore.