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Articoli marcati con tag ‘mare’

In sogno

M’abbandonai
alle onde del mare.
Mi ritrovai
cullato tra le tue braccia.

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in cammino

Sposto lo sguardo
dall’orizzonte,
per cercare altrove
il calore della prima stella
della sera.
Solo lascio orme
sulla sabbia
che presto verranno cancellate.
Con le spalle al mare
cerco il sentiero,
per salire quel monte
maestro e fonte di vita,
che mi porterà
a vedere un identico
eppur diverso
confine
tra cielo e terra.

4 persone apprezzano questo post.

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Il mare dentro

ald man seaCome ogni giorno era li, coi suoi capelli bianchi, il suo bastone e la sua valigia di ricordi.
Il vecchio era seduto sulla solita panchina di villa Borghese e ascoltava il mare.

Si si, lo so che non c’e’ il mare a Roma, ma quel vecchio sapeva sentire il mare dentro di se.

Lui, nato nella terra dei trulli, dove il rumore del mare era la colonna sonora della vita, aveva capito come sentire il mare.
L’aveva imparato da bambino, nel secolo scorso, quando “per gioco” (o almeno cosi’ pensava) gli avevno scritto quei numeri sul braccio lassu’ in Germania.
Cadeva la cenere come fosse neve, ma non riusciva a giocarci.
Quanti amici, parenti, semplici conoscenti ha visto partire … senza tornare e sentiva il mare. E poi il ritorno a casa, solo col fratello piu’ piccolo, un’avventura, un’odissea e ancora sentiva il mare… L’arrivo a Roma, l’aiuto di qualche persona “buona”, aveva imparato un mestiere, garzone in fabbrica e in quel frastuono ancora il mare…Si era sposato con “una brava figliola” che gli aveva dato 5 figli, prima di lasciarlo solo… a sentire il mare.
Ah quanti ricordi… e quanto mare.
Ogni volta che perdeva le forze, le speranze, guardava dentro di se, in profondo e riscopriva il dolce suono delle onde, a volte il mare era anche agitato, si infrangeva sugli scogli dell’anima, ma quel vecchio lo conosceva bene quel suo mare che sapeva calmarlo, anche e soprattutto nei momenti di maggior burrasca.

Rimaneva seduto per ore, con lo sguardo rivolto all’infinito, ogni tanto si accarezzava il braccio, la fede che ancora portava all’anulare, la fronte ricca di rughe.
Qualche volta sospirava, ad avvicinarlo si potevano scorgere i suoi pensieri.
Si fidava quel vecchio, ancora si fidava di chi gli sorrideva…. si e’ fidato anche di me,
raccontandomi della sua vita e insegnandomi ad ascoltare la mia anima come conchiglia e a trovare serenita’ nelle mie onde.

Il vecchio era seduto sulla solita panchina di villa Borghese anche quel giorno, quel pomeriggio, mi avvicinai e mi saluto’ stringendomi le mani, sorridendo al mio sorriso e ricordandomi di ascoltare il mare; lui, mi disse, sarebbe partito per un lungo viaggio, aveva incontrato qualche giorno prima una bellissima signora di nero vestita e mi disse che quella sera lei l’avrebbe portato al mare.Fu l’ultima volta che lo vidi, ora lo cerco tra le mie onde.

 Immagine trovata sul sito http://www.stefanoframbi.com

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Cercami

Cercami in un raggio di sole,
nelle onde del mare,
nei fili d’erba.
Cercami nel vento,
nelle nuvole,
nel silenzio.
Sarò dove non mi vedi,
sarò dove non mi pensi.
Leggeri battiti d’ali di farfalla.
Cercami nelle parole,
nei suoni,
nei colori.
Cercami nell’arcobaleno,
cercami nella pioggia,
cercami nella luna.
E se tutto sarà buio,
cercami semplicemente
nel tuo coure

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