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Quando ti perdero’ di nuovo

lunedì, agosto 3rd, 2009

Non riusciva a smetter di pensarci. Le era impossibile. D’altronde Raffaella era cosi’, ha sempre dovuto focalizzare e arrivare al cuore del problema, prima di poter andare avanti.
Erano passati anni ma pensava ancora a lui, cosi’ vicino cosi’ distante. Lui che l’ha delusa, lui che non ha mai saputo aspettarla anche se accettava i suoi silenzi, le sue sparizioni e riapparizioni.
Ora era cambiata e le cose erano cambiate, pero’…. un tarlo continuava a tormentarla.
Raffaella pensava e scriveva pensieri su un foglio di carta, disegnando con le parole un grande punto interrogativo.
Perche’ nonostante tutto ha continuato a pensarlo e a cercarlo? Per la sicurezza che le donava? Per la forza che sapeva trasmetterle? Per quello scintillio che solo lei vedeva nei suoi occhi?
Forse semplicemetne perche’ gli voleva bene, quel bene che puo’ andare oltre il tempo e lo spazio, l’uomo e la donna, quel bene senza condizione, senza se e senza ma, quel bene che si puo’ chiamare amore nel significato piu’ puro del termine.
Pensava tutte queste cose e sul foglio si susseguivano parole, mare e monti, soli e nuvole, punti di domanda e punti esclamativi.
Prima di strappare e gettare il foglio nel fuoco scrisse ancora poche parole, parole che le rimasero marchiate nell’anima:
“T’ho perso e non ancora trovato, eppure son qui a pensare a cosa faro’  nel momento in cui ti perdero’ di nuovo”.

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…Amicizia?

venerdì, settembre 19th, 2008

Rimase intenta ad ascoltare le sue parole.

Seduta in riva al mare, faceva tesoro di ogni sillaba pronunciata.

Pensieri si accavallavano nella mente, un misto tra stupore, rabbia, gioia, rispetto e ammirazione.

“Una vita raccontata in cinque minuti” – le disse – che poi divennero ore.

Racconti di episodi lontani impressi nella mente. VIVI, presenti.

Attimi anche difficili, terribili, duri: morte, vita, rassegnazione, fallimento, forza, costanza, rinascita, accettazione, ricadute, riprese…

Un quadro a colori dietro una lastra grigia… sprazzi vivi in un contesto monocromatico.

Non riusciva a parlare, ogni parola sarebbe stata superflua, inutile.

Assaporava quell’attimo in cui il tempo sembrava essersi fermato e, come in un film, riusciva quasi ad essere protagonista condividendo quegli attimi non suoi, librandosi in volo con la fantasia.

Visse la sua rinascita, la sua “fenice”. Ne fu’ felice. Si ritrovo’ serena, si accorse di aver ricevuto tra le mani una parte della vita di un’altra persona e capi’ di aver condiviso parte dell’anima.
L’abbraccio’, un bacio in fronte, a voler ringraziare del dono. Poi in silenzio guardarono il tramonto, con la consapevolezza di aver posto alcuni mattoni per quella che potrebbe chiamarsi Amicizia.

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