Posts Tagged ‘racconto’

E-migranti

giovedì, aprile 14th, 2011

Partimmo in una notte nera come la nostra pelle.
In 150 su una barcarola che non riusciva a contenerci.
Tutti in piedi, ammassati a combattere col freddo, col sale, contro l’acqua, la paura.
Il silenzio interrotto dal pianto di qualche bimbo, prontamente soccorso dal seno della madre.
Abbiamo investito i risparmi di una vita per una nuova vita.
Non ci guardiamo neppure negli occhi.
Abbiamo lasciato un passato, il nostro passato, senza conoscere il futuro.
Cerchiamo d’affondare le speranze nelle nostre raidici: volti, voci,madri, padri, mogli,mariti, figli…lasciati alle nostre spalle, per non rischiare, ma forse rischiano più di noi che senza saper nuotare affrontiamo il mare.
Ci hanno detto che andremo a nord, ma cos’è il nord? La luce di quella stella luminosa? Una convenzione? Una speranza? Un’incognita?
Non è amico il mare, s’ingrossa, quacluno vomita dai parapetti ormai marci dal sale.
Ora qualcuno urla, qualcuno prega…

Son 3 giorni che navighiamo… poca acqua, qualche panino secco… niente servizi… il sole quando si alza, brucia anche la nostra pelle.
Non si vede la meta…

Ci chiamano migranti, profughi, clandestini… ma siamo solo uomini in cerca qualcosa di meglio, di un futuro.
Ci accontenteremo delle briciole che cadranno dalle tavole di chi non avremo il coraggio di guardare in viso.
Nessuno ci darà quella dignità che perdemmo ancora prima di partire.

Un rumore, una vedetta…. ci scortano, forse non moriremo in questo mare anche se dentro siamo già morti, ci siamo venduti l’anima per un viaggio senza conoscerne la meta.
Alzo lo sguardo, anche se non è ancora agosto, vedo la mia stella cadente…

 

 

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La forza della decisione

martedì, aprile 13th, 2010

Si alzo’ nel momento in cui non ebbe piu’ lacrime da versare, la caduta ormai era finita, facendola arrivare a raschiare il profondo dell’anima.
Aveva toccato il fondo e si ritrovava col culo per terra, come si suol dire e, quindi, era in uno di quei momenti che conosceva bene: o abbassava la testa, restando nelle tenebre o la rialzava guardando la luce.
Ci era gia’ passata, dejavu e ricordi annebbiati anche da prozac e cipralex.
Un bivio, una scelta, una moneta da lanciare in aria: se viene testa….
Ma in cuor suo aveva gia’ deciso e la forza della decisione (seppur non alleviava il dolore anzi, paradossalmente, lo aumentava; seppure non toglieva la paura anzi, paradossalmente, ne portava di nuova) lasciava intravedere un infinitesimale squarcio di pace e tranquillita’.
Solo pace e tranquillita’. Semplici cose, che da tanto, troppo mancavano nella sua vita.
Chissa’ come lui avrebbe reagito alla sua decisione, chissa’ a cosa rischiava di andare incontro.
Ma ormai aveva deciso e la forza della decisione divenne la sua forza, perche’ anche la sua scelta, in fondo era una scelta d’amore per se’, per lui…per la propria e altrui vita.

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Sono su scherzi a Parte?

mercoledì, gennaio 13th, 2010

image

Ore 7.50 esco di casa per andare a ritirare motorino che ho fatto sistemare. Piove ma non tanto.
Sono 15 min a piedi, tanto l’appuntamento e’ alle 8.20 – 8.30.

Ore 8.45 non e’ ancora arrivato nessuno…

Ore 8.50 Arriva il meccanico (si era addormentato) che mi consegna il motorino (50 euro) e un sacco dove aveva riposto tutta la roba che avevo nel sottosella e che devo rimettere a posto.
Mi “racconta” cosa ha fatto dicendomi  che il problema dovrebbe essere risolto anche se con lui non l’ha fatto.

Prendo il motorino e trafelato mi lancio (e lo lancio) per andar in ufficio.
Non passano 2 KM che… il motorino torna a tentare di spegnersi quando giro a fondo il gas.
Mah – penso – magari e’ freddo, proviamo ad andare avanti…
Nulla, il problema non e’ risolto.
Decido di portarlo indietro.
A fatica (devo andare al minimo) raggiungo l’officina, mi spiego e rispiego il problema e chiamo mio padre per sapere se puo’ portarmi in ufficio, mi dice ok.
Vado a lui incontro ma … non arriva nessuno.
Telefonando, scopro che ha deciso di uscire anche mia mamma e di venire con 2 macchine per lasciarmene una.
Poco male, meglio per me, solo che nell’uscire per lasciarmi la macchina (accesa, in folle e col freno a mano tirato) mia mamma chiude la portiera centralizzata, morale? Macchina accesa ma chiusa.
…Ritornano a casa a prendere le altre chiavi, mentre io attendo sempre sotto l’acqua.
Tornano dopo mezz’ora buona (hanno trovato incidente) e finalmente riesco a muovermi.
Arrivo in ufficio, chiamo loro a casa per sapere se tutto e’ ok ma non c’e’ nessuno… Chiamo sul cell: Sono stati fermati dai vigili per un controllo.
Hanno fermato mio padre, che e’ l’unico essere al mondo che rispetta i 50 KM in citta’, manco le pantegane ormai vanno cosi’ piano!
Va beh… su dai…ditemelo, DOVE SONO LE TELECAMERE?

[...continua...???]

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Pensieri di una madre

domenica, maggio 10th, 2009

Ecco, ci risiamo, pensò Clara. E’ arrivato un altro weekend e sono ancora qui sola a guardare la finestra.
Mio marito sono mesi che è all’estero per lavoro… orami è un matrimonio telematico e mio figlio? perchè ho un figlio?
Si.. dal lun al ven mattina poi…è già tanto se si ricorda di mandarmi qualche sms.
Eppure ormai è grande…
Discorsi, parole, lotte.
E’ un combattimento continuo.
Vivo in una prigione dove le mio ore d’aria sono i minuti, il tempo di una sigaretta.
Cuoca, cameriera, lavandaia, stiratrice, bancomat… sono solo questo?
Inizio ad essere stanca, stanca di questi mulini a vento e il vento mi soffia in faccia.
Mi piacerebbe prendermi anchio le mie libertà, libertà da madre… fregarmene…come fa lui… come fa l’altro.
E’ passata la mezzanotte… non è più la “mia” festa…ma che avevo da festeggiare?
Mi hanno fatto più festa i pesci quando ho dato loro “la pappa”… sembrava mi aspettassero…almeno loro.
Sono stanca.. stanca.. stanca…stanca di combattere per amore.
Già per amore…. combatto per amore…mi rassegno.. sotto questa luce non smetterò mai di combattere…
Vado a letto ma non dormo…
Una chiave nella porta… mi giro… giocando con una ciocca di capelli… mi addormento…
L’ultimo pensiero? Mancano 5 giorni a venerdì…

Buonanotte Clara… che sia una dolce notte.
Continua a spargere i tuoi semi… ora stai vedendo solo quelli marciti, o non sbocciati… e non sai se e quando sarà il tempo del raccolto.
Non smetterai di combattere… finchè avrai fiato e finchè ti batterà il cuore.
Tenderai ancora la tua mano… e ti dimenticherai ancora di te…

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Estate

giovedì, ottobre 9th, 2008

Caldo! Caldo e Afa!
Che faccio?
Quasi quasi esco… apro la porta di casa e…un Phon mi assale alla gola.
Rientro in casa…Prendo da bere… freddo … l’acqua è ghiacciata va beh fa niente… troppo tardi, mi fa già male lo stomaco.
Che faccio? Accendo il pc…apro Mirc..entro in chat…
/login #F A ……..

CIAOOOOOOOOOOO
nessuno…
non risponde nessuno..
e ora che faccio?
Vado nell’altra chat, quella che frequentavo prima ….
/login #A V ……
Ciao, vi ricordate di me?
Peggio del deserto del sahaara… almeno tra le dune potrei incontrare qualche beduino.

Ok, non demoralizziamoci. Apro il browser  mi dirigo sugli space…li troverò sicuramente qualcuno… o almeno qualcosa da leggere.

“Ciao Brazir
Messaggi …
Visualizzato oggi …”

Novita’
NULLA!
Ma ma ma come è possibile?
Ma che sta succedendo?
Ero abituato ad entrare e avere una serie infinita di interventi da leggere.
E va beh!
Sul mio sito? Gia’.. ma tanto li non scrive nessuno…
Sul mio forum? Peggio che andare di notte….sembra l’artico…
Apro Msn.. qualcuno ci sara’!
Silenzio di tomba!E ora???
Dove sono finiti tutti?
Si, lo so… se voglio leggere posso andare anche indietro nel tempo ricercare cose “vecchie”, ma… è bello incontrare qualcuno e rispondere o commentare le cose nuove!
Mah.. intanto provo a scrivere qualcosa io…
Dunque… che scrivere?…
UFF si suda anche a pensare…figurarsi a battere i tasti….mi viene un dubbio…Che siano tutti sdraiati a letto col ventilatore al massimo, un gelato in una mano e di fianco al letto un bicchiere da 5 litri della bibita preferita…ovviamente con la cannuccia direttamente in bocca? Quasi quasi ci vado anche io….CIAOOOOOOOO!!!!
No dai resto e leggo qualcosa… ma per favore…ogni tanto però… venitemi a fare comagnia!!!

 

modifica da pezzo originale inserto su www.concertodisogni.it

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Premio Letterario

venerdì, luglio 25th, 2008

SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER LA
9a Edizione del Premio Letterario del Centro Culturale Antonianum

Il termine di scadenza è fissato al 31 ottobre 2008. Le opere dovranno pervenire al Centro Culturale Antonianum, 20120 Milano casella postale N°12079, oppure potranno essere consegnate a mano presso la biblioteca del CCA in corso XXII Marzo 59, Milano durante gli orari di apertura.

Premio letterario di poeisa e narrativa.
Per la sezione Poesia, ogni concorrente deve inviare da tre a cinque
composizioni inedite, ciascuna non superiore a 40 versi, in otto copie
di cui una sola dovrà riportare nome, cognome, indirizzo e recapito
telefonico dell’autore.
Per la sezione Narrativa,ogni concorrente deve inviare un breve racconto
inedito di vario genere per un massimo di 25.000 battute,compresi
gli spazi, in otto copie di cui una sola dovrà riportare nome,
cognome, indirizzo e recapito telefonico dell’autore.

dettagli ed il regolamento per l’adesione

info prese direttamente dal sito www.centroculturaleantonianum.it

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Polaroid da una stazione

mercoledì, luglio 23rd, 2008

Seduto sui gradini della stazione segnava su un quaderno tutti gli arrivi e le partenze, i ritardi e le coincidenze.

Non gli sfuggiva niente pero’, ogni minimo particolare, ogni colore, ogni espressione.

Solitamnente calmo in mezzo a quella confuzione osservava centinaia di uomini formica muoversi per andare chissa’ dove.

L’autoparlante annuncia meccanicamente i numeri dei treni.
Vite si sfiorano, sguardi si incontrano, anime si avvicinano ad altre anime, a volte si incastrano l’una dentro l’altra dilatandosi per poi staccarsi.
E’ un gioco, e’ la vita… pochi incontri decisivi, molti scontri, a volte anche irritanti.

Seduto su  gradini della stazione scriveva.

Cadde un foglio, lo raccolsi.
Istantanee di vita:
- Donna col maglione rosso. Sola. Cerca l’amore.
- Uomo d’affari, indaffarato, non sa che sta perdendo la vita.
- Nonno coi nipotini, un viaggio a raccontare sogni passati.
- Signora corre a casa, l’aspetta il marito affamato.
- Ragazza, corre. Deve fare la spesa al discount.
- Uomo, occhi tristi. Non piange ma sta morendo dentro.

Righe piene di “polaroid”… vere o fasulle… colti attimi di anime perse.

Seduto sui gradini della stazione segnava su un quaderno tutti gli arrivi e le partenze, i ritardi e le coincidenze, ma che cercava?

La risposta la trovai nei suoi occhi: cercava lo sguardo din un volto perduto nel tempo che gli indicasse il treno per casa.

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Il mare dentro

giovedì, luglio 17th, 2008

ald man seaCome ogni giorno era li, coi suoi capelli bianchi, il suo bastone e la sua valigia di ricordi.
Il vecchio era seduto sulla solita panchina di villa Borghese e ascoltava il mare.

Si si, lo so che non c’e’ il mare a Roma, ma quel vecchio sapeva sentire il mare dentro di se.

Lui, nato nella terra dei trulli, dove il rumore del mare era la colonna sonora della vita, aveva capito come sentire il mare.
L’aveva imparato da bambino, nel secolo scorso, quando “per gioco” (o almeno cosi’ pensava) gli avevno scritto quei numeri sul braccio lassu’ in Germania.
Cadeva la cenere come fosse neve, ma non riusciva a giocarci.
Quanti amici, parenti, semplici conoscenti ha visto partire … senza tornare e sentiva il mare. E poi il ritorno a casa, solo col fratello piu’ piccolo, un’avventura, un’odissea e ancora sentiva il mare… L’arrivo a Roma, l’aiuto di qualche persona “buona”, aveva imparato un mestiere, garzone in fabbrica e in quel frastuono ancora il mare…Si era sposato con “una brava figliola” che gli aveva dato 5 figli, prima di lasciarlo solo… a sentire il mare.
Ah quanti ricordi… e quanto mare.
Ogni volta che perdeva le forze, le speranze, guardava dentro di se, in profondo e riscopriva il dolce suono delle onde, a volte il mare era anche agitato, si infrangeva sugli scogli dell’anima, ma quel vecchio lo conosceva bene quel suo mare che sapeva calmarlo, anche e soprattutto nei momenti di maggior burrasca.

Rimaneva seduto per ore, con lo sguardo rivolto all’infinito, ogni tanto si accarezzava il braccio, la fede che ancora portava all’anulare, la fronte ricca di rughe.
Qualche volta sospirava, ad avvicinarlo si potevano scorgere i suoi pensieri.
Si fidava quel vecchio, ancora si fidava di chi gli sorrideva…. si e’ fidato anche di me,
raccontandomi della sua vita e insegnandomi ad ascoltare la mia anima come conchiglia e a trovare serenita’ nelle mie onde.

Il vecchio era seduto sulla solita panchina di villa Borghese anche quel giorno, quel pomeriggio, mi avvicinai e mi saluto’ stringendomi le mani, sorridendo al mio sorriso e ricordandomi di ascoltare il mare; lui, mi disse, sarebbe partito per un lungo viaggio, aveva incontrato qualche giorno prima una bellissima signora di nero vestita e mi disse che quella sera lei l’avrebbe portato al mare.Fu l’ultima volta che lo vidi, ora lo cerco tra le mie onde.

 Immagine trovata sul sito http://www.stefanoframbi.com

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