Posts Tagged ‘Riflessioni’

Noi, poveri “ragazzi” degli anni 80 e la tv – prima parte

venerdì, gennaio 28th, 2011

Oggi, vorrei iniziare a parlare della mia generazione.
Quella nata sul finire del boom economico italiano del secolo scorso, che hanno passato l’infanzia nella “crisi” degli anni ’70 e l’adolescenza e la giovinezza negli anni ’80.

Quella generzione che è “nata” assieme alla televisione in tutte le case e che ne ha visto il passare dal bianco e nero al colore.

Già, la televisione…. ma vi rendete conto di quanto ci abbia potuto “traumatizzare” e indirizzare male.

Già dal mattino ci facevano prima vedere un immagine più o meno come queste:

Con un BIIIIIIIIIIIP di sottofondo continuo e fastidiosissimo, per poi ipnotizzarci con video in loop dell’apertura delle trasmissioni:

Immagini fisse e colorate… poi “loop” di disegni geometrici… che fosse tutto organizzato da qualche “ipnotizzatore”?

Poi, spesso partiva un filmato, sempre e solo musicale, dove ci venivano raccontate varie scene esterne di una famiglia, io ricordo la visita allo zoo…

Infine, se tutto andava bene, iniziavano finalmente le vere trasmissioni, a meno che non partisse l’immancabile “intervallo”:

Musiche rilassanti, certo, ma che a noi bambini facevano restare come “ebeti” in attesa di quello che veniva dopo….

E cosa veniva dopo? Ma i cartoni animati! E qui si apre un mondo a se’ stante…

Heidi: sfortunata bambina rimasta orfana che vive col nonno in una baita e a cui “le caprette fanno ciao”, che ha come amici “mu mu, cip cip, be be”, che vive dove la “neve candida come latte di nuvola”, che canta lo jodel col suo nome: “Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi – Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi, Holalaidi -Ho-la-lai-di, Lai-di, Lai-di, Lai-di, Ha-ho” e che si fa i “trip” sulle nuvole:

Remì: Altro bambino sfortunato, che va in giro per il mondo suonando l’arpa e facendo ballare “la scimmietta e il cane”, non ha una casa ma a cui basta un pote, e chissenefrega se non mangia, l’importate è stare in compagnia!!

Candy Candy: altra bambina sfortunella che però è allegreia, simpatia, zucchero filato, che non è mai sola nemmeno nella neve più bianca e alta (come latte di nuvola???), che gira sempre col suo gatto…e che, assieme a Georgie (che corre felice nel prato…) ha sdoganato il rapporto incestuoso tra fratelli (la prima che è interessata a Terence il quale sembra però più interessato a Antony – non poteva mancare l’omossessualità -  mentre la seconda viene “scaldata” dal corpo del fratello sul suggerimento dello zio…).

La lista però DEVE assolutamene continuare: che dire di Pollon, la figlia di Zeus prima pusher dichiarata che andava in giro a dispensare una polverima magica che sembra talco ma non è serve a darti l’allegria? Se lo lanci o lo respiri ti da’ subito l’allegria???


E che dire di Spank? Cane innamorato di una gatta?

E di Lady Oscar, prima trasgender mondiale e anticipatrice delle donne nell’esercito?
Questa tipetta il cui padre voleva un maschietto è diventata nientemeno che capo (non capa!!!) delle guardie reali, Altro che drag queen o Vladimir Luxuria!

Nello stesso filone non va’ però dimentico/a RANMA cui bastava dell’acqua per passare da uomo a donna….

Se prima abbiamo parlato di omosessualità maschile, per par condicio dobbiamo ricordare Sailor Moon che ci ha fatto conoscere con largo anticipo le coppie di fatto (Sailor Uranus e Sailor Neptune).
Capitolo a parte per Puffetta, unica fanciulla in mezzo a una miriade di omini blu… un inno alla promiscuità, chissà chi saranno i padri dei baby puffi!!!

Altra menzione speciale va fatta per tutti quei cartoni che “incitano” alla violenza sulle donne: “Mimi’”, Jenny la tennista”, “Maya” che, più o meno volontariamente venivano vessate e maltrattate da allenatori, compagni, registi…

Ma per concludere questa prima parte, vorrei segnalare l’incubo dei maschietti:

Venus e i suoi missili fotonici, potete capire il “trauma” nel vedere cosa erano e da dove partivano i missili?

Trauma superato (a aumentato) abbondantemente anni dopo con l’avvento di Bay watch e Pamela Anderson…ma questa è un’altra storia e soprattutto un’altra puntata….

P.s. Potete ora iniziare a capire perchè la mia generazione è così “complessata”???

つづく

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Sono vecchio?

giovedì, settembre 9th, 2010

In questi minuti mia figlia inizia la nuova avventura della scuola primaria di secondo grado. Stamattina al suo risveglio l’ho vista spaesata. E’ tutta estate che cerchiamo di farle capire che sicuramente sara’ un cambiamento non solo “fisico” di scuola ma anche ti tempi, modi, ritmi, insegnanti, compagni…. ma ovviamente senza “provare” non se ne puo’ rendere conto. E d’un tratto l’ho vista “bambina” che vuole fare la grande e…”grande” che vuol essere ancora bambina. E io nonostante abbia 38 anni mi son sentito “vecchio”. Vecchio perche’ di media gli altri genitori dei compagni di mia figlia sono piu’ “anziani” di me (lo e’ stato finora sia all’asiilo che al “primo grado”), vecchio perche’ lei cresce…con le gioie e i dolori della crescita, vecchio perche’ “la mia scuola” era diversa nei tempi e nei programmi, vecchio perche’, forse, essendo figlia unica non ho forze “fresche” a tenermi occupato. Vecchio perche’ in fondo in fondo, come tutti i genitori, voglio il suo bene e il meglio per lei e mi sento come probabilmente si sentivano i mei genitori… che sicuramente hanno riposto sulle mie spalle le loro aspettative e i loro sogni, che magari anzi quasi sicuramente, non erano i miei ed io, seppur voglio evitare questa cosa, mi perdo a pensare cosa mi piacerebbe lei facesse nella sua vita, spesso dimenticandomi o volendo dimenticare che e’ la sua e non la mia vita.
E continuo a chiedermi… “sono vecchio?” o semplicemente “genitore”?

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Ci sono sere che

venerdì, marzo 26th, 2010

Ci sono sere che vivi da eterno insodisfatto.
Sembra che aspetti qualcosa..che forse non sai nemmeno tu:  un gesto, una carezza, confronto,  sesso,  parole,  una mano tesa,  uno sguardo.
Arrivi a casa, ti metti in attesa,  pensi e magari sogni.

Ti sdrai nella penombra, liberando la mente… Aspetti…aspetti… aspetti.. si ma “cosa”?

Ti chiamano, ti alzi.
“Senti non e’ che…?”, “Mi puoi…?” “Riesci a…”?
No.. non e’ questo quello che cerchi.

Suona il cellulare, “volevo avvisarti che l’impegno e’ saltato”, come al solito all’ultimo momento, poco male, resti a casa ma non e’ quello che cerchi.

E’ l’ora di cena, mangi, di gusto, ti abbuffi pensando che fosse quello il desiderio, un buon pasto; ma non e’ quello che cerchi.

E via cosi’, per tutta la sera, tv,  musica,  pc… non va “bene” niente, non e’ quello che cerchi.

Ci sono sere che vivi da eterno insodisfatto.
Sembra che aspetti qualcosa..che forse non sai nemmeno tu:  son quelle sere che non ti resta che abbracciare il cuscino, raggomitolandoti nel letto, cercando di trovare almeno il tuo calore.

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Pensieri di una madre

domenica, maggio 10th, 2009

Ecco, ci risiamo, pensò Clara. E’ arrivato un altro weekend e sono ancora qui sola a guardare la finestra.
Mio marito sono mesi che è all’estero per lavoro… orami è un matrimonio telematico e mio figlio? perchè ho un figlio?
Si.. dal lun al ven mattina poi…è già tanto se si ricorda di mandarmi qualche sms.
Eppure ormai è grande…
Discorsi, parole, lotte.
E’ un combattimento continuo.
Vivo in una prigione dove le mio ore d’aria sono i minuti, il tempo di una sigaretta.
Cuoca, cameriera, lavandaia, stiratrice, bancomat… sono solo questo?
Inizio ad essere stanca, stanca di questi mulini a vento e il vento mi soffia in faccia.
Mi piacerebbe prendermi anchio le mie libertà, libertà da madre… fregarmene…come fa lui… come fa l’altro.
E’ passata la mezzanotte… non è più la “mia” festa…ma che avevo da festeggiare?
Mi hanno fatto più festa i pesci quando ho dato loro “la pappa”… sembrava mi aspettassero…almeno loro.
Sono stanca.. stanca.. stanca…stanca di combattere per amore.
Già per amore…. combatto per amore…mi rassegno.. sotto questa luce non smetterò mai di combattere…
Vado a letto ma non dormo…
Una chiave nella porta… mi giro… giocando con una ciocca di capelli… mi addormento…
L’ultimo pensiero? Mancano 5 giorni a venerdì…

Buonanotte Clara… che sia una dolce notte.
Continua a spargere i tuoi semi… ora stai vedendo solo quelli marciti, o non sbocciati… e non sai se e quando sarà il tempo del raccolto.
Non smetterai di combattere… finchè avrai fiato e finchè ti batterà il cuore.
Tenderai ancora la tua mano… e ti dimenticherai ancora di te…

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A volte basta una spinta per accorgersi di saper volare.

lunedì, settembre 29th, 2008
A volte basta una spinta per accorgersi di saper volare, siamo troppo abituati a guardare la terra e i nostri piedi e non siamo più capaci di perderci nel cielo.
Gabbiani con le ali rattrappite, fenici incapaci di rinascere dalle ceneri.
Abbiamo perso l’abitudine al volo, anche col pensiero, ci si stanno rattrappendo le ali e le idee.Viviamo senza sapere più rischiare, osare, sfidare, lanciarsi, scoprire.
Non sappiamo più nemmeno guardare le stelle e cercare la nostra stella polare che ci possa indicare la via.
Restiamo con le chiappe appoggiate al terreno e siamo anche capaci di lamentarci che e’ freddo.
Ammiriamo e additiamo chi anche solo per poco prova a spingersi oltre, a sollevarsi; anche solo chi e’ in piedi ci pare un gigante.
Strisciamo come vermi alla ricerca di umidità, evitando la luce del sole.
Non ho piu’ voglia di fare parte di questo mondo sociale, non mi sento piu’ conforme.
Voglio aprire ancora le mie ali, perdermi nelle correnti e sentirmi ancora Jonathan Livingston perdendomi nell’infinito tra cielo e mare, voglio ancora emozionarmi per una rosa e lasciare il ricordo del colore del grano a qualcuno, voglio trovare di nuovo la mia fanta imperatrice e darle il nome che serbo nel cuore, voglio ancora inseguire una tartaruga e recuperare il mio tempo, voglio abbandonare il paese dei balocchi e staccare i fili che fanno muovere questi miei arti di legno, nuotare nella terra e camminare sulle acque, passare attraverso i muri, buttare il cuore oltre l’ostacolo, innamorarmi di una principessa e sconfiggere il drago.
Spinto oltre il precipizio,
ho allargato le ali
e mi son accorto
di saper volare.
M’innalzo sopra le teste
di chi non alza gli occhi
a guardare,
restando chino,
perso nel  mondo materiale:
soldi, apparire, successo.
Depositerei su di loro
guano,
se non fosse sprecato.
Grazie a te,
viandante nella nebbia,
per quella spinta
anche se  e’ più lontano,
ora l’orizzonte ha trovato un nome:
esistere.

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…Amicizia?

venerdì, settembre 19th, 2008

Rimase intenta ad ascoltare le sue parole.

Seduta in riva al mare, faceva tesoro di ogni sillaba pronunciata.

Pensieri si accavallavano nella mente, un misto tra stupore, rabbia, gioia, rispetto e ammirazione.

“Una vita raccontata in cinque minuti” – le disse – che poi divennero ore.

Racconti di episodi lontani impressi nella mente. VIVI, presenti.

Attimi anche difficili, terribili, duri: morte, vita, rassegnazione, fallimento, forza, costanza, rinascita, accettazione, ricadute, riprese…

Un quadro a colori dietro una lastra grigia… sprazzi vivi in un contesto monocromatico.

Non riusciva a parlare, ogni parola sarebbe stata superflua, inutile.

Assaporava quell’attimo in cui il tempo sembrava essersi fermato e, come in un film, riusciva quasi ad essere protagonista condividendo quegli attimi non suoi, librandosi in volo con la fantasia.

Visse la sua rinascita, la sua “fenice”. Ne fu’ felice. Si ritrovo’ serena, si accorse di aver ricevuto tra le mani una parte della vita di un’altra persona e capi’ di aver condiviso parte dell’anima.
L’abbraccio’, un bacio in fronte, a voler ringraziare del dono. Poi in silenzio guardarono il tramonto, con la consapevolezza di aver posto alcuni mattoni per quella che potrebbe chiamarsi Amicizia.

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Sognare e immaginare

lunedì, agosto 11th, 2008

Sognare e immaginare, facce diverse della stessa moneta o monete differenti?
Per me sognare vuol dire “aspirare a qualcosa che ho nel cuore”, immaginare posso immaginare qualsiasi cosa.

Posso immaginarmi capo dello stato, cow boy, donna, insegnante…. qualsiasi cosa, ma non sono i miei “sogni”…

Insomma penso che posso immaginare i miei “sogni” ma non e’ detto che tutto quello che immagino sia “sogno”.

O no?

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Corsi e ricorsi

martedì, luglio 29th, 2008

Gli uomini non cambiano… diceva una canzone.
Ma anche le donne mica scherzano.
Direi che forse nessuna persona cambia… e il tempo su qualcuno mi ha dato ragione…

Ci sono persone che considerano le altre come gli strappi dell’asciugatutto in cucina… o i fazzoletti di carta o la carta igenica.

Son comodi, utili… ma finiscono presto la loro funzione e allora? Beh allora si usano, finche’ si puo’ usarli, magari cercando se c’e’ ancora qualche angolino buono..o pulito e poi si buttano nel sacco nero, dicendo che non sono mai state “utili” e che da sempre non andavano bene.

Auguro a queste persone di ritrovari in un bellissimo bagno, con le finiture d’oro, i marmi di carrara, oli e incensi, specchi e gioielli, giochi di luce e sfarzo. Uno di quei bagni da sogno, magari di qualche hotel arabo o di qualche sceicco, presente? Dicevo.. auguro a queste persone di trovarsi in uno di questi bagni… dove e’ quasi un piacere “farla”… e di ritrovarsi con un unico strappo di carta igenica e accorgersene dopo…

Mettelela come volete… ma un po’ le mani dovrete sporcarvele!

Tutto questo per dire che quando solitamente, dopo aver conosciuto, discusso, parlato, litigato con qualcuno, mi rendo conto che vale meno di un centesimo bucato e falso… e’ difficile che mi sbagli. Persone che poi, magari, fanno anche “finta” di voler riprendere i contatti, di “non portare rancore” e invece c’e’ sempre un doppio fine:”Gli amici sono amici se fanno quello che dico io, altrimenti non vanno bene” Questo e’ il loro motto anche se non lo ammetteranno mai.
E invece l’amico e’ quello che ti sbatte in faccia quello che sei, che ti dice quello che pensa SEMPRE, che tiene alle tue cose come alle prorpie… solo che spesso non viene compreso e viene scambiato come quello che “vuole fare le scarpe”… che “insinua” e che “vuole distruzione”.

I simili si circondano di propri simili… c’e’ chi la chiama selezione naturale, chi invece sa distinguere i posti dove “potere stare”, “poter sopravvivere” o “dover evitare”.

Un consiglio.. prima di dare la mano ad una persona guardate se e’ appena uscita dal bagno e… controllatele sotto le unghie, non si sa mai…

P.s. se qualcuno dovesse sentirsi coinvolto e volesse sapere se secondo me fa parte di questa categoria di persone… non deve fare altro che chiedermelo. Ma son sicuro che chi mi chiedera’ spiegazioni sara’ chi, con le persone sopra, non c’entra nulla…

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