Come pergamena
mercoledì, marzo 9th, 2011Vorrei usare
il tuo corpo
come pergamena
intingendo
l’inchiostro
non scriverei romanzi,
ne poesie,
ma quell’unica parola
a rappresentarti
per quel che sei:
Amore.
![]()
Vorrei usare
il tuo corpo
come pergamena
intingendo
l’inchiostro
non scriverei romanzi,
ne poesie,
ma quell’unica parola
a rappresentarti
per quel che sei:
Amore.
![]()
Raccogliendo cocci
di cielo,
trovai luccichii di stelle,
ma nessun battito
di vita.
Mosaico crollato,
dal disegno incerto:
giorni senza colore,
ingrigiti dal nulla.
Polvere,
nella povere,
attendo la notte,
per alzar lo sguardo
ricercando
la vera luce,
della luna.
Devo fermarmi,
per capire se vivo per me
o per gli altri
Devo fermarmi,
per trovare
ancora un senso
unitario
al mio agire.
Devo fermarmi,
per riassaporare
l’odore di terra bagnata
e di erba tagliata.
Devo fermarmi
ad ammirare ancora
le impronte sulla sabbia
e respirare
la salsedine.
Devo fermarmi,
per poter poi,
forse,
riprendere il cammino
Ci sono sere che vivi da eterno insodisfatto.
Sembra che aspetti qualcosa..che forse non sai nemmeno tu: un gesto, una carezza, confronto, sesso, parole, una mano tesa, uno sguardo.
Arrivi a casa, ti metti in attesa, pensi e magari sogni.
Ti sdrai nella penombra, liberando la mente… Aspetti…aspetti… aspetti.. si ma “cosa”?
Ti chiamano, ti alzi.
“Senti non e’ che…?”, “Mi puoi…?” “Riesci a…”?
No.. non e’ questo quello che cerchi.
Suona il cellulare, “volevo avvisarti che l’impegno e’ saltato”, come al solito all’ultimo momento, poco male, resti a casa ma non e’ quello che cerchi.
E’ l’ora di cena, mangi, di gusto, ti abbuffi pensando che fosse quello il desiderio, un buon pasto; ma non e’ quello che cerchi.
E via cosi’, per tutta la sera, tv, musica, pc… non va “bene” niente, non e’ quello che cerchi.
Ci sono sere che vivi da eterno insodisfatto.
Sembra che aspetti qualcosa..che forse non sai nemmeno tu: son quelle sere che non ti resta che abbracciare il cuscino, raggomitolandoti nel letto, cercando di trovare almeno il tuo calore.
Pelle contro pelle
Carezze e labbra.
Nudi senza paure
ne’ vergogna
accarezziamo l’infinito.
M’addormento
suoi tuoi seni
mentre m’accarezzi
il petto:
amore,
senza fare l’amore:
respirando un attimo
d’eterno.
T’ho baciata,
fermando un granello
del tempo
e scolpendolo
nel corpo e nel cuore.
Un bacio
ad occhi aperti,
il primo,
l’ultimo,
l’unico.
Cadde la clessidra
frantumandosi al terreno,
rilasciando il tempo,
Destandomi
trovai
una nuova cicatrice
sulla pelle
all’altezza del cuore,
ora d’un granello
piu’ pesante.

Ore 7.50 esco di casa per andare a ritirare motorino che ho fatto sistemare. Piove ma non tanto.
Sono 15 min a piedi, tanto l’appuntamento e’ alle 8.20 – 8.30.
Ore 8.45 non e’ ancora arrivato nessuno…
Ore 8.50 Arriva il meccanico (si era addormentato) che mi consegna il motorino (50 euro) e un sacco dove aveva riposto tutta la roba che avevo nel sottosella e che devo rimettere a posto.
Mi “racconta” cosa ha fatto dicendomi che il problema dovrebbe essere risolto anche se con lui non l’ha fatto.
Prendo il motorino e trafelato mi lancio (e lo lancio) per andar in ufficio.
Non passano 2 KM che… il motorino torna a tentare di spegnersi quando giro a fondo il gas.
Mah – penso – magari e’ freddo, proviamo ad andare avanti…
Nulla, il problema non e’ risolto.
Decido di portarlo indietro.
A fatica (devo andare al minimo) raggiungo l’officina, mi spiego e rispiego il problema e chiamo mio padre per sapere se puo’ portarmi in ufficio, mi dice ok.
Vado a lui incontro ma … non arriva nessuno.
Telefonando, scopro che ha deciso di uscire anche mia mamma e di venire con 2 macchine per lasciarmene una.
Poco male, meglio per me, solo che nell’uscire per lasciarmi la macchina (accesa, in folle e col freno a mano tirato) mia mamma chiude la portiera centralizzata, morale? Macchina accesa ma chiusa.
…Ritornano a casa a prendere le altre chiavi, mentre io attendo sempre sotto l’acqua.
Tornano dopo mezz’ora buona (hanno trovato incidente) e finalmente riesco a muovermi.
Arrivo in ufficio, chiamo loro a casa per sapere se tutto e’ ok ma non c’e’ nessuno… Chiamo sul cell: Sono stati fermati dai vigili per un controllo.
Hanno fermato mio padre, che e’ l’unico essere al mondo che rispetta i 50 KM in citta’, manco le pantegane ormai vanno cosi’ piano!
Va beh… su dai…ditemelo, DOVE SONO LE TELECAMERE?
[...continua...???]
offrimi un caffè... se quello che scrivo ti piace.... e per fare vivere il sito. GrazieRimase intenta ad ascoltare le sue parole.
Seduta in riva al mare, faceva tesoro di ogni sillaba pronunciata.
Pensieri si accavallavano nella mente, un misto tra stupore, rabbia, gioia, rispetto e ammirazione.
“Una vita raccontata in cinque minuti” – le disse – che poi divennero ore.
Racconti di episodi lontani impressi nella mente. VIVI, presenti.
Attimi anche difficili, terribili, duri: morte, vita, rassegnazione, fallimento, forza, costanza, rinascita, accettazione, ricadute, riprese…
Un quadro a colori dietro una lastra grigia… sprazzi vivi in un contesto monocromatico.
Non riusciva a parlare, ogni parola sarebbe stata superflua, inutile.
Assaporava quell’attimo in cui il tempo sembrava essersi fermato e, come in un film, riusciva quasi ad essere protagonista condividendo quegli attimi non suoi, librandosi in volo con la fantasia.
Visse la sua rinascita, la sua “fenice”. Ne fu’ felice. Si ritrovo’ serena, si accorse di aver ricevuto tra le mani una parte della vita di un’altra persona e capi’ di aver condiviso parte dell’anima.
L’abbraccio’, un bacio in fronte, a voler ringraziare del dono. Poi in silenzio guardarono il tramonto, con la consapevolezza di aver posto alcuni mattoni per quella che potrebbe chiamarsi Amicizia.