Posts Tagged ‘volo’

Atto di coraggio

giovedì, agosto 26th, 2010

Ed era ancora li, a guardare quel foglio bianco.
Ricordava quando da bambina fingeva di leggere tutto quello che si voleva sentire dire, poi crescendo iniziò a scrivere un diario, pensieri, poesia.
Diario segreto, di cui tutti però avevano la chiave.
Sogni e speranze s’alternavano in quel diario, pezzi di giornale, una vita che voleva vivere.
Poi passarono gli anni e i sogni furono delusioni, le speranze s’infransero, quella bambina sognante e quella ragazza speranzosa divennero una donna senza più voglia di pensare ad un domani: marito, figli, lavoro, giornate da dover far passare tutte così identicamente diverse nel loro ripetersi, senza voglia di un futuro, senza ricerca di qualcosa di diverso, prigioniera di un ruolo che non voleva e da un finto perbenismo borghese, dove tutto era già stabilito per il quieto vivere.
Tremava la mano che teneva quel foglio, cercando le parole giuste per esprimere  quello che aveva dentro:
Non fui, non sono e forse mai sarò.
Lasciò il foglio sul tavolo, usci’ di casa senza voltarsi indietro, arrivando fino al prato fece un salto, spiegò le ali e volò via.

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A volte basta una spinta per accorgersi di saper volare.

lunedì, settembre 29th, 2008
A volte basta una spinta per accorgersi di saper volare, siamo troppo abituati a guardare la terra e i nostri piedi e non siamo più capaci di perderci nel cielo.
Gabbiani con le ali rattrappite, fenici incapaci di rinascere dalle ceneri.
Abbiamo perso l’abitudine al volo, anche col pensiero, ci si stanno rattrappendo le ali e le idee.Viviamo senza sapere più rischiare, osare, sfidare, lanciarsi, scoprire.
Non sappiamo più nemmeno guardare le stelle e cercare la nostra stella polare che ci possa indicare la via.
Restiamo con le chiappe appoggiate al terreno e siamo anche capaci di lamentarci che e’ freddo.
Ammiriamo e additiamo chi anche solo per poco prova a spingersi oltre, a sollevarsi; anche solo chi e’ in piedi ci pare un gigante.
Strisciamo come vermi alla ricerca di umidità, evitando la luce del sole.
Non ho piu’ voglia di fare parte di questo mondo sociale, non mi sento piu’ conforme.
Voglio aprire ancora le mie ali, perdermi nelle correnti e sentirmi ancora Jonathan Livingston perdendomi nell’infinito tra cielo e mare, voglio ancora emozionarmi per una rosa e lasciare il ricordo del colore del grano a qualcuno, voglio trovare di nuovo la mia fanta imperatrice e darle il nome che serbo nel cuore, voglio ancora inseguire una tartaruga e recuperare il mio tempo, voglio abbandonare il paese dei balocchi e staccare i fili che fanno muovere questi miei arti di legno, nuotare nella terra e camminare sulle acque, passare attraverso i muri, buttare il cuore oltre l’ostacolo, innamorarmi di una principessa e sconfiggere il drago.
Spinto oltre il precipizio,
ho allargato le ali
e mi son accorto
di saper volare.
M’innalzo sopra le teste
di chi non alza gli occhi
a guardare,
restando chino,
perso nel  mondo materiale:
soldi, apparire, successo.
Depositerei su di loro
guano,
se non fosse sprecato.
Grazie a te,
viandante nella nebbia,
per quella spinta
anche se  e’ più lontano,
ora l’orizzonte ha trovato un nome:
esistere.

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